Si riaccende la contestazione contro il Ponte sullo Stretto di Messina. Il Comitato No Ponte Capo Peloro ha annunciato una nuova iniziativa pubblica che culminerà con una manifestazione prevista per sabato 13 giugno alle ore 18.30 a Torrefaro, nell’area di Capo Peloro, luogo individuato per la realizzazione del pilastro siciliano della futura infrastruttura.
L’appuntamento rappresenta un nuovo momento di mobilitazione per il movimento contrario all’opera, che nelle ultime settimane ha intensificato la propria attività sul territorio alla luce delle recenti vicende giudiziarie legate al progetto.
La richiesta: dimissioni dei vertici della societÃ
Parallelamente al presidio pubblico, il Comitato ha avviato una raccolta firme con l’obiettivo di chiedere alle istituzioni competenti un intervento immediato sulla Stretto di Messina S.p.A.
Tra le richieste avanzate dagli attivisti figurano le dimissioni degli organismi direttivi della società concessionaria e l’adozione di misure straordinarie che consentano un controllo più stringente sulla gestione dell’ente.
Secondo il movimento, le informazioni emerse dall’inchiesta avrebbero aperto interrogativi che meritano approfondimenti e verifiche, rendendo necessario un intervento rapido da parte delle autorità .
L’inchiesta riaccende il dibattito sull’opera
La nuova iniziativa arriva infatti dopo gli sviluppi dell’indagine che ha riportato il Ponte sullo Stretto al centro dell’attenzione nazionale. Le attività investigative hanno portato all’esecuzione di perquisizioni da parte dei Carabinieri del Ros e hanno coinvolto, tra gli altri, l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele e l’ex componente del consiglio di amministrazione della Stretto di Messina S.p.A., Giacomo Francesco Saccomanno.
Vicende che hanno alimentato nuove polemiche e rilanciato il confronto tra sostenitori e oppositori dell’infrastruttura, da anni al centro del dibattito politico italiano.
Critiche sull’utilizzo delle risorse pubbliche
Nel documento diffuso alla stampa, il Comitato torna inoltre a contestare l’impiego delle risorse economiche destinate alla realizzazione del Ponte. Secondo gli attivisti, i fondi previsti per l’opera potrebbero essere utilizzati per affrontare altre priorità infrastrutturali e sociali del territorio siciliano e calabrese.
Una posizione che da tempo caratterizza il movimento e che continua ad alimentare il confronto con chi, al contrario, considera il collegamento stabile tra Sicilia e Calabria una leva strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno.
Sabato una nuova giornata di protesta
La manifestazione di Torrefaro punta ora a coinvolgere cittadini, associazioni e realtà territoriali contrarie al progetto. Attraverso il presidio e la raccolta firme, il Comitato No Ponte Capo Peloro intende rafforzare la mobilitazione e mantenere alta l’attenzione pubblica su una delle opere più discusse degli ultimi decenni.
Il nuovo appuntamento si inserisce così in una fase particolarmente delicata per il futuro del Ponte sullo Stretto, mentre il dibattito politico e istituzionale continua ad animare il confronto a livello locale e nazionale.

