Corruzione sul Ponte sullo Stretto, l’approfondimento: cosa emerge dagli atti dell’inchiesta

L’inchiesta ipotizza tentativi di condizionamento su procedimenti legati al progetto dell’infrastruttura. Sequestri di dispositivi e documenti, accertamenti in corso

Nuovi sviluppi nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Roma su presunti episodi di corruzione collegati alle procedure preliminari del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Al centro degli accertamenti risultano tre persone indagate: l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, l’avvocato Giacomo Francesco Saccomanno e l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele.

Secondo quanto ipotizzato dagli inquirenti, alcuni soggetti avrebbero tentato di incidere sull’iter di valutazione contabile dell’opera, che rappresenta uno dei passaggi istituzionali necessari prima dell’eventuale via libera definitivo.

Le contestazioni della Procura

Stando alla ricostruzione accusatoria, l’avvocato e l’imprenditore avrebbero provato a entrare in contatto con più magistrati contabili con l’obiettivo di orientare l’esito del procedimento. In almeno un caso, le pressioni non avrebbero avuto seguito, poiché i magistrati coinvolti non avrebbero aderito alle presunte proposte.

Gli atti d’indagine descrivono inoltre un possibile scambio di informazioni e disponibilità tra alcuni degli indagati, con l’ipotesi di promesse legate a futuri incarichi e posizioni in enti pubblici in cambio di accesso a dati riservati.

Le intercettazioni e gli elementi al vaglio

Tra gli elementi citati negli atti figurano anche alcune intercettazioni telefoniche, nelle quali emergerebbero riferimenti a dinamiche interne e informazioni sulla procedura in corso presso la magistratura contabile. Gli inquirenti stanno analizzando il materiale per verificare la rilevanza delle conversazioni nell’ambito delle contestazioni mosse.

Le dichiarazioni riportate saranno ora oggetto di ulteriori verifiche tecniche e riscontri incrociati.

Sequestri e accertamenti in corso

Nel corso delle perquisizioni disposte nei giorni scorsi, gli investigatori hanno acquisito dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile alle indagini. Tutto il materiale è attualmente al vaglio degli inquirenti per ricostruire eventuali contatti, flussi informativi e responsabilità individuali.

Le ipotesi di reato includono corruzione per l’esercizio della funzionecorruzione per atto contrario ai doveri d’ufficiocorruzione attiva e rivelazione di segreti d’ufficio.

Presunzione d’innocenza e reazioni istituzionali

Per tutti gli indagati resta valido il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva. Nel frattempo, la società incaricata del progetto ha ribadito la propria estraneità ai fatti e la volontà di proseguire le attività nel rispetto delle procedure.

Sul fronte della vigilanza anticorruzione, l’Autorità nazionale ha richiamato l’attenzione sulla necessità di mantenere alta la soglia di controllo in opere di grande rilievo pubblico come il Ponte sullo Stretto, sottolineando l’importanza di prevenire ogni possibile rischio di condizionamento negli iter amministrativi.

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