Palermo, assenteismo alla Reset: nove dipendenti indagati per truffa e peculato

La Digos scopre un presunto sistema basato su timbrature irregolari e coperture tra colleghi. Disposte misure cautelari per nove lavoratori della società partecipata del Comune di Palermo.

Nuovo caso giudiziario legato all’assenteismo nel settore pubblico a Palermo. La Digos della Questura ha eseguito un provvedimento nei confronti di nove dipendenti della Reset, società partecipata del Comune di Palermo, accusati a vario titolo di truffa aggravata ai danni dell’ente e, in due casi, anche di peculato.

Per gli indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Un ulteriore lavoratore risulta invece coinvolto nell’inchiesta con un avviso di garanzia.

Le indagini hanno ricostruito il presunto meccanismo

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Palermo con il procuratore Maurizio De Lucia e il sostituto Eugenio Faletra, avrebbe consentito di ricostruire un sistema organizzato per aggirare i controlli sulle presenze.

Gli investigatori hanno utilizzato strumenti di osservazione, pedinamenti e dispositivi di videosorveglianza installati in aree ritenute strategiche. Secondo l’ipotesi accusatoria, alcuni dipendenti sarebbero riusciti a risultare regolarmente in servizio anche quando si trovavano altrove.

Il metodo contestato prevedeva, secondo gli inquirenti, l’intervento di colleghi che avrebbero effettuato la timbratura del badge al posto degli assenti.

Nel mirino anche un capo squadra

Tra gli episodi analizzati dagli investigatori emerge la posizione di un capo squadra che ricopriva anche un incarico sindacale.

Secondo quanto ricostruito dalla magistratura, l’uomo avrebbe lasciato frequentemente il posto di lavoro per svolgere attività personali. Nei suoi confronti è stata contestata anche l’accusa di peculato, legata all’utilizzo di un mezzo aziendale per finalità ritenute non compatibili con il servizio.

La stessa ipotesi di reato è stata contestata anche a un altro dipendente. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto la trasmissione degli atti alla società per le eventuali valutazioni disciplinari.

La posizione della società e i provvedimenti

Le misure adottate dall’autorità giudiziaria saranno ora comunicate alla Reset, chiamata a valutare le conseguenze sul piano interno nei confronti dei lavoratori coinvolti.

L’inchiesta punta a chiarire il livello di responsabilità dei singoli dipendenti e il funzionamento del presunto sistema di irregolarità sulle presenze.

Gli indagati

Tra i dipendenti raggiunti dall’obbligo di presentazione figurano Antonino Mercante, Baldassare Basile, Salvatore Basile, Maurizio Giuliano, Giosuè Leto, Roberto Massaro, Domenico Musacchia, Matteo Orlando e Giuseppe Santonocito.

L’indagine resta in corso e gli accertamenti dovranno ora stabilire l’effettiva responsabilità delle persone coinvolte, nel rispetto delle garanzie previste dalla legge.

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