Le indagini della Guardia di Finanza di Palermo sulle famiglie mafiose dell’Arenella e dell’Acquasanta fanno emergere nuovi dettagli sul presunto tentativo di infiltrazione nei meccanismi di selezione del personale.
Tra le contestazioni ricostruite dagli investigatori nell’ambito del blitz che ha portato a 13 misure cautelari, compare anche il tentativo attribuito a Stefano Fidanzati, ritenuto dagli inquirenti vicino agli ambienti mafiosi palermitani, di ottenere un’assunzione alla Rap (Risorse Ambiente Palermo) per un familiare.
Il tentativo di ottenere un posto nel concorso Rap
Dalle oltre 390 pagine dell’ordinanza emergerebbero conversazioni nelle quali alcuni indagati avrebbero cercato canali privilegiati per agevolare l’ingresso del nipote di Fidanzati nella società partecipata del Comune.
Gli investigatori hanno ricostruito un dialogo tra il boss e il padre del giovane candidato, nel quale sarebbe stata ipotizzata la possibilità di contattare persone ritenute vicine agli ambienti istituzionali.
Il riferimento, secondo quanto riportato dagli inquirenti, sarebbe stato ad Andrea Mineo, che nel periodo interessato ricopriva l’incarico di assessore all’Ambiente del Comune di Palermo e aveva rapporti istituzionali con realtà come Rap e Reset.
Il tentativo, però, non avrebbe portato al risultato sperato. Successivamente Fidanzati avrebbe cercato altri contatti, arrivando – secondo l’accusa – anche a prospettare la possibilità di ricompense illecite per ottenere il posto.
Il coinvolgimento dello chef Mario Di Ferro
Un altro episodio ricostruito dagli investigatori riguarda una conversazione avvenuta nel febbraio 2023 tra Stefano Fidanzati e lo chef Mario Di Ferro all’interno del ristorante Villa Zito.
Secondo la ricostruzione investigativa, Di Ferro avrebbe garantito al boss di poter tentare un’intermediazione con il nuovo presidente della Rap, Giuseppe Todaro, grazie a rapporti personali con ambienti vicini alla sua famiglia.
L’obiettivo sarebbe stato quello di presentare il curriculum del candidato e favorirne l’inserimento nella graduatoria del concorso.
Tuttavia, secondo quanto emerge dagli atti, anche questa strada non avrebbe prodotto risultati concreti.
La posizione della Rap: “Nessuna pressione ricevuta”
Il presidente della Rap Giuseppe Todaro ha respinto l’ipotesi di aver ricevuto richieste o pressioni da parte di esponenti della criminalità organizzata.
Todaro ha spiegato che, qualora si fossero verificati episodi di minaccia o condizionamento, avrebbe provveduto a denunciarli alle autorità competenti.
La società partecipata resta ora al centro dell’attenzione per le verifiche sulle procedure di selezione.
L’interrogazione del Movimento Cinque Stelle
Dopo l’operazione della Finanza, il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle Antonino Randazzo ha presentato un’interrogazione indirizzata alla Rap e all’amministrazione comunale.
Il consigliere chiede chiarimenti sull’eventuale esistenza di pressioni dirette o indirette ricevute dai vertici dell’azienda e sulle iniziative adottate per tutelare la trasparenza delle selezioni.
Tra le richieste figurano anche controlli interni sulle procedure dei concorsi per operatori ecologici del 2023 e 2024, con l’obiettivo di escludere anomalie, fughe di informazioni o possibili alterazioni delle graduatorie.
Randazzo sollecita inoltre il rafforzamento dei protocolli antimafia e dei sistemi di controllo nelle società partecipate del Comune di Palermo.
Il caso Galatolo e la ricerca di un lavoro per il figlio
Nell’inchiesta emerge anche un altro episodio che riguarda Raffaele Galatolo, altro soggetto destinatario del provvedimento cautelare.
Secondo gli investigatori, Galatolo avrebbe cercato un’occupazione stabile per il figlio attraverso un possibile inserimento in un’azienda di pulizie.
La proposta sarebbe stata collegata alla società di Antonio Domino, padre di Claudio Domino, il bambino di 11 anni ucciso a Palermo nel 1986.
Durante un incontro, Domino avrebbe raccontato la tragica vicenda della morte del figlio, facendo emergere un contrasto personale che avrebbe portato Galatolo a rinunciare alla possibilità lavorativa.
Le indagini proseguono
L’inchiesta della Guardia di Finanza continua a fare luce sui presunti tentativi di condizionamento della vita economica e amministrativa palermitana.
Gli inquirenti stanno ora approfondendo i rapporti tra gli indagati e gli eventuali canali utilizzati per ottenere vantaggi personali attraverso conoscenze e presunte pressioni.

