Castelvetrano, pistola con matricola abrasa in casa del medico legato a Messina Denaro: arrestato Francesco Burrafato

li investigatori verificano eventuali collegamenti con episodi criminali

Nuovi sviluppi nell’indagine che coinvolge Francesco Burrafato, medico di Castelvetrano di 85 anni, finito recentemente sotto la lente della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo per presunti rapporti con l’entourage di Matteo Messina Denaro.

Nel corso di una serie di perquisizioni eseguite dai carabinieri del Ros presso l’abitazione del professionista e in altri immobili a lui riconducibili, gli investigatori hanno rinvenuto una pistola con la matricola alterata. Un elemento che ha immediatamente fatto scattare ulteriori accertamenti.

Il ritrovamento dell’arma ha portato all’arresto in flagranza dell’anziano medico con l’accusa di detenzione abusiva di arma da fuoco. Il provvedimento è stato disposto dalla Procura di Trapani, territorialmente competente per il nuovo reato contestato.

Gli accertamenti sull’arma sequestrata

L’arma è stata posta sotto sequestro e sarà sottoposta a specifiche analisi balistiche. Gli esperti dovranno stabilire innanzitutto la provenienza della pistola e verificare se possa essere stata utilizzata in passato per commettere reati o in episodi di sangue ancora irrisolti.

La cancellazione della matricola rappresenta infatti un elemento particolarmente rilevante sotto il profilo investigativo, poiché rende impossibile una immediata identificazione dell’arma e della sua storia.

I sospetti sul legame con la rete di Messina Denaro

Secondo gli inquirenti, Burrafato avrebbe mantenuto negli anni rapporti con l’ambiente vicino alla famiglia di Matteo Messina Denaro, il boss di Castelvetrano arrestato nel gennaio 2023 dopo una latitanza durata quasi trent’anni.

Gli investigatori ritengono inoltre che il medico possa essere il soggetto indicato con il soprannome di “Parmigiano”all’interno dei cosiddetti “pizzini” rinvenuti durante le indagini sul capomafia.

Tra gli elementi esaminati dagli inquirenti vi sarebbe anche un riferimento contenuto nella corrispondenza sequestrata, dal quale emergerebbe la richiesta di una somma di circa 40 mila euro che la sorella del boss, Rosalia Messina Denaro, avrebbe dovuto riscuotere per conto del fratello.

L’inchiesta prosegue

Le indagini sono tuttora in corso e puntano a chiarire il ruolo effettivamente svolto dal medico all’interno della rete di relazioni che avrebbe garantito sostegno e assistenza al boss durante gli anni della latitanza.

Il ritrovamento della pistola rappresenta adesso un nuovo tassello investigativo che potrebbe aprire ulteriori scenari e fornire elementi utili agli inquirenti per ricostruire eventuali collegamenti con attività criminali ancora da accertare.

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