La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare nei confronti di un uomo di 46 anni, originario di Barcellona Pozzo di Gotto, ritenuto coinvolto in una vicenda legata a presunte condotte persecutorie e moleste attraverso il web. Il provvedimento arriva al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto e portata avanti dagli agenti del locale Commissariato di Pubblica Sicurezza.
L’inchiesta avrebbe preso forma dopo la denuncia presentata da un Deputato della Repubblica e professionista del foro barcellonese, che aveva segnalato una serie di comportamenti considerati particolarmente invasivi e lesivi della propria sfera privata e della propria attività professionale. Da quel momento gli investigatori hanno avviato una lunga attività di raccolta e verifica degli elementi emersi, concentrando l’attenzione soprattutto sull’utilizzo di piattaforme digitali e canali di comunicazione online.
Le indagini sono state coordinate dal procuratore capo Giuseppe Verzera e dal sostituto procuratore Michele Scaglione, mentre il provvedimento cautelare è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe Caristia.
Le accuse e il presunto utilizzo dei social
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’indagato avrebbe utilizzato in modo continuativo e ripetuto social network, dirette streaming, video online e altri strumenti telematici per pubblicare contenuti ritenuti offensivi e denigratori nei confronti di diversi soggetti.
L’attività investigativa avrebbe consentito di delineare un quadro indiziario che, allo stato attuale del procedimento, è stato ritenuto dall’Autorità Giudiziaria meritevole di approfondimento nell’ambito delle ipotesi di reato di molestie e atti persecutori. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato come le condotte contestate sarebbero proseguite anche dopo alcuni precedenti interventi finalizzati alla chiusura o all’oscuramento di profili e canali social riconducibili all’uomo.
Misura cautelare eseguita a Olbia
La misura è stata eseguita a Olbia, dove l’uomo si trovava al momento dell’intervento della Polizia. Gli agenti del locale Commissariato hanno dato esecuzione al provvedimento applicando nei suoi confronti gli arresti domiciliari con controllo tramite braccialetto elettronico, misura ritenuta necessaria per scongiurare il rischio di reiterazione delle presunte condotte contestate.
Contestualmente sono state effettuate diverse perquisizioni tra Olbia e Barcellona Pozzo di Gotto, che hanno portato al sequestro di computer, telefoni cellulari, dispositivi elettronici e supporti di archiviazione digitale ritenuti potenzialmente utili alle indagini.
Sequestrato materiale informatico
Tutto il materiale acquisito dagli investigatori sarà ora sottoposto a specifici accertamenti tecnici e forensi disposti dall’Autorità Giudiziaria. L’obiettivo è quello di verificare il contenuto dei dispositivi sequestrati e acquisire eventuali ulteriori elementi utili alla ricostruzione dei fatti.
Tra le prescrizioni imposte all’indagato figurano anche il divieto di utilizzare social network e piattaforme di comunicazione telematica, oltre a limitazioni nei contatti con persone diverse dai familiari conviventi e dal proprio difensore, secondo le modalità stabilite dal giudice.
L’operazione rappresenta il risultato di un’attività investigativa particolarmente articolata, durante la quale gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Barcellona Pozzo di Gotto hanno analizzato una notevole quantità di materiale documentale e digitale, avvalendosi anche di strumenti tecnici specializzati per la raccolta e la verifica delle prove.
Si precisa che il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e che l’uomo sottoposto alla misura cautelare deve essere considerato presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto dei principi sanciti dall’ordinamento giuridico italiano.

