Catania, tre arresti per il tentato omicidio dopo la lite in discoteca: contestato il metodo mafioso

L’inchiesta della Procura ha ricostruito una presunta escalation criminale nata da un banale scontro tra giovani. Indagini della Polizia tra intercettazioni e immagini di videosorveglianza

Una discussione nata all’interno di una discoteca avrebbe rischiato di trasformarsi in una violenta contrapposizione tra gruppi criminali. È quanto emerge dall’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Catania, che ha portato all’esecuzione di una misura cautelare nei confronti di tre persone.

I provvedimenti sono stati emessi dal Giudice per le indagini preliminari nei confronti di soggetti ritenuti, allo stato attuale delle indagini, gravemente indiziati di tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi da fuoco.

Per due degli arrestati, le contestazioni sono aggravate dall’ipotesi del metodo mafioso, in quanto le condotte sarebbero state finalizzate ad agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi. Per il terzo indagato, invece, identificato come la presunta vittima del tentato omicidio, l’accusa riguarda il porto e la detenzione di armi, con l’ipotesi investigativa di una sua vicinanza alla famiglia Santapaola.

Le indagini della Polizia: decisive intercettazioni e telecamere

L’attività investigativa è stata condotta dagli agenti della Polizia di Stato di Catania, che hanno ricostruito i passaggi della vicenda attraverso una serie di accertamenti tecnici.

Un ruolo centrale sarebbe stato svolto dalle intercettazioni telefoniche e ambientali, insieme all’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti nelle aree interessate dai fatti.

Gli elementi raccolti dagli investigatori avrebbero permesso di delineare una sequenza di eventi nella quale una semplice discussione tra minorenni, avvenuta in un locale notturno, sarebbe degenerata fino a coinvolgere persone ritenute vicine a contesti criminali organizzati.

L’ipotesi di una faida sfiorata

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il contrasto iniziale avrebbe innescato una reazione violenta con il rischio di una vera e propria escalation armata nel territorio catanese.

Gli investigatori ritengono che il gruppo coinvolto potesse essere più ampio rispetto ai tre destinatari della misura cautelare eseguita. Per questo motivo, le attività di approfondimento proseguono con l’obiettivo di chiarire ulteriori responsabilità e verificare ogni aspetto della vicenda.

Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e gli arrestati dovranno ora affrontare il percorso giudiziario davanti all’autorità competente, nel rispetto della presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

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