Gli incendi continuano a rappresentare una delle emergenze ambientali più gravi per l’Italia e, in particolare, per la Sicilia, che anche nel 2025 si conferma la regione più colpita dal fenomeno. Mentre istituzioni, Protezione civile e squadre antincendio sono già impegnate nella nuova stagione di prevenzione e contrasto ai roghi, i dati diffusi dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) restituiscono un quadro estremamente preoccupante.
Le statistiche mostrano infatti come il fuoco continui a divorare vaste porzioni di territorio, mettendo a rischio ecosistemi, aree protette, boschi e habitat naturali di straordinario valore ambientale.
Quasi mille chilometri quadrati distrutti dal fuoco
L’analisi di Ispra si basa sui monitoraggi effettuati attraverso il sistema europeo Effis, inserito nel programma Copernicus Emergency Management Service dell’Unione Europea. Grazie all’utilizzo di immagini satellitari sempre più precise, il sistema è oggi in grado di rilevare incendi anche di dimensioni relativamente contenute, offrendo una fotografia dettagliata della situazione sul territorio.
Nel corso del 2025 in Italia sono stati censiti 965 chilometri quadrati di superficie percorsa dalle fiamme, un dato che evidenzia una crescita significativa rispetto all’anno precedente. Per comprendere la portata del fenomeno basta pensare che l’area interessata dagli incendi equivale a un intero territorio provinciale di medie dimensioni.
Secondo gli esperti, il dato colloca il 2025 tra gli anni più critici degli ultimi due decenni, superato soltanto dalle stagioni record registrate nel 2007, nel 2017, nel 2021 e nel 2023.
A rischio anche le aree naturali protette
Uno degli aspetti più preoccupanti emersi dal rapporto riguarda il coinvolgimento delle zone sottoposte a tutela ambientale. Oltre il 30% delle superfici devastate dagli incendi ricade infatti all’interno di aree protette, luoghi che dovrebbero rappresentare il cuore della conservazione della biodiversità nazionale.
I dati evidenziano inoltre come quasi la metà degli incendi abbia interessato ecosistemi forestali caratterizzati dalla presenza di latifoglie, conifere e vegetazione mediterranea, habitat fondamentali per l’equilibrio ambientale.
Gli studiosi ricordano inoltre che in Italia soltanto una minima parte dei roghi è attribuibile a fenomeni naturali. Nella maggioranza dei casi, infatti, gli incendi hanno origine da comportamenti umani, siano essi colposi o dolosi.
Sicilia maglia nera degli incendi in Italia
È però la Sicilia a detenere il primato negativo a livello nazionale. Per il quarto anno consecutivo l’Isola risulta la regione italiana con la maggiore estensione di territorio colpito dagli incendi.
Secondo il monitoraggio satellitare, oltre il 52% dell’intera superficie bruciata in Italia nel 2025 si trova in Sicilia. In termini concreti si parla di circa 506 chilometri quadrati devastati dalle fiamme, un dato che da solo racconta la dimensione dell’emergenza.
Insieme a Calabria e Campania, la Sicilia contribuisce a oltre il 70% delle superfici forestali percorse dal fuoco sull’intero territorio nazionale, ma è l’Isola a registrare il bilancio più pesante.
Boschi distrutti e danni agli ecosistemi
Analizzando esclusivamente le aree forestali, emerge che circa un terzo di tutti i boschi italiani andati in fumo nel 2025 si trova in Sicilia.
Sono quasi 40 chilometri quadrati di superfici boschive quelli distrutti dagli incendi, con conseguenze pesanti per l’ambiente e per il patrimonio naturalistico regionale.
Le aree maggiormente colpite risultano essere le leccete, le formazioni di macchia mediterranea e le zone caratterizzate dalla presenza di conifere, spesso costituite da impianti artificiali particolarmente vulnerabili alla propagazione delle fiamme.
Enna, Agrigento e Caltanissetta tra le province più colpite
L’analisi provinciale evidenzia differenze significative all’interno del territorio siciliano.
Per quanto riguarda gli ecosistemi forestali, il territorio che ha subito le conseguenze più gravi è quello di Enna, con oltre 12 chilometri quadrati di superficie boschiva interessata dagli incendi. Seguono Caltanissetta, Agrigento e Catania, che registrano anch’esse numeri particolarmente elevati.
Se invece si considera il totale delle superfici percorse dal fuoco, indipendentemente dalla presenza di boschi, è Agrigento a guidare la classifica regionale con oltre 186 chilometri quadrati bruciati, davanti a Caltanissetta, che supera i 114 chilometri quadrati.
Il 2026 parte con dati già preoccupanti
Anche il nuovo anno non sembra offrire segnali rassicuranti. Secondo le rilevazioni Ispra, tra il 1° gennaio e il 9 giugno 2026 sono già andati distrutti circa 60 chilometri quadrati di territorio a causa degli incendi.
Attualmente le regioni maggiormente colpite risultano essere la Toscana e la Calabria, ma la stagione estiva deve ancora entrare nel vivo e gli esperti invitano a non abbassare la guardia.
Sessanta chilometri quadrati possono sembrare un numero astratto, ma equivalgono a una superficie paragonabile all’intero Lago di Bracciano. Un dato che conferma come l’emergenza incendi continui a rappresentare una delle principali sfide ambientali per l’Italia e, soprattutto, per una Sicilia che ogni estate si ritrova a fare i conti con un nemico ormai cronico.

