Mafia e droga a Palermo, doppio blitz a Brancaccio: nuove accuse per sei affiliati e sette misure per un traffico di cocaina in città

Nuova stretta delle forze dell’ordine nel capoluogo siciliano. Dopo l’operazione dello scorso aprile, che aveva portato all’arresto di decine di persone, emergono ulteriori elementi investigativi sul clan di Brancaccio e su una vasta rete di spaccio attiva in numerosi quartieri della città

Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla criminalità organizzata nel quartiere Brancaccio di Palermo. Nelle prime ore della mattinata, carabinieri e polizia hanno eseguito sei nuove misure cautelari nei confronti di soggetti già detenuti, aggravandone la posizione giudiziaria nell’ambito della maxi indagine che nei mesi scorsi aveva già portato all’arresto di 32 persone.

L’attività investigativa rappresenta un ulteriore tassello dell’operazione che aveva documentato il presunto riassetto degli equilibri mafiosi nel mandamento di Brancaccio dopo il ritorno in libertà di Nino Sacco, figura ritenuta dagli investigatori centrale nelle dinamiche del territorio.

Le contestazioni della Procura

I sei destinatari del nuovo provvedimento sono accusati, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione e violazione delle prescrizioni imposte dalla sorveglianza speciale.

Le indagini sono state sviluppate dai carabinieri del Nucleo Investigativo, dalla Squadra Mobile di Palermo e dal Servizio Centrale Operativo (Sco), sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia guidata dal procuratore Maurizio de Lucia. Del pool investigativo fanno parte anche l’aggiunto Vito Di Giorgio e i sostituti procuratori Giacomo BrandiniFrancesca Dessì e Francesca Mazzocco.

Chi sono i sei indagati

Le nuove misure cautelari riguardano Giuseppe Caserta, Mohamed Labidi, Filippo Marcello Tutino, Filippo Bruno, Francesco Capizzi e Antonino Marino, tutti già detenuti per altri procedimenti.

Secondo gli inquirenti, ulteriori accertamenti avrebbero consentito di raccogliere nuovi elementi a loro carico, determinando la richiesta di aggravamento delle misure restrittive già in atto.

Un’altra operazione contro il traffico di droga

Nella stessa giornata, un secondo intervento delle forze dell’ordine ha interessato il contrasto al narcotraffico nel capoluogo siciliano.

La sezione di polizia giudiziaria della Procura di Palermo ha infatti eseguito un’ordinanza emessa dal gip che ha portato all’arresto di cinque persone, trasferite nel carcere Pagliarelli, mentre per altri due indagati è stato disposto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

Le accuse contestate riguardano, a diverso titolo, traffico e spaccio di consistenti quantitativi di sostanze stupefacenti, principalmente cocaina.

La rete di consegne della cocaina in tutta Palermo

Dalle indagini sarebbe emersa l’esistenza di un’organizzazione particolarmente strutturata, capace di garantire la distribuzione della droga attraverso un sistema di consegne rapide attivo in qualsiasi fascia oraria.

Gli investigatori descrivono un modello operativo simile a quello delle piattaforme di consegna a domicilio: gli incaricati raggiungevano i clienti direttamente nei luoghi concordati, assicurando un servizio continuo e diffuso sull’intero territorio urbano.

La rete avrebbe servito sia le zone periferiche sia le aree centrali della città, compreso il quadrante del Politeama, riuscendo a soddisfare una domanda costante di cocaina.

Lo spaccio nei quartieri storici e residenziali

L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia tra il 2024 e il 2025, avrebbe fatto emergere l’operatività di un gruppo criminale con una presenza estesa in numerosi quartieri di Palermo.

Tra le zone interessate figurano Noce, Zisa, Borgo Vecchio e Sperone, ma anche importanti arterie cittadine e aree residenziali come viale Strasburgovia Malaspinavia Terrasanta e via Roma, oltre ai dintorni di piazza Magione e della Fiera del Mediterraneo.

Secondo la Procura, il sistema di distribuzione avrebbe raggiunto una diffusione capillare, superando le tradizionali divisioni territoriali e riuscendo a rifornire clienti in gran parte della città attraverso una rete organizzata e ben radicata sul territorio.

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