Entra in una fase decisiva il procedimento giudiziario per la morte di Salvatore Italiano, il commerciante 84enne trovato senza vita nel luglio del 2025 in località  Bastione, sulla riviera di ponente di Milazzo. Davanti al gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Giuseppe Sidoti è iniziato il percorso verso l’udienza preliminare nei confronti di Pippo Cordici, 64 anni, agente di commercio originario di Pace del Mela e residente nella frazione milazzese di San Marco, accusato dell’omicidio del vicino di casa.
Al centro dell’udienza la richiesta avanzata dalla difesa di accedere al rito abbreviato, presentata dagli avvocati Nino Aloisio e Tommaso Calderone. Il giudice, però, ha respinto l’istanza ritenendo che il rito alternativo non sia applicabile nei casi in cui viene contestato un omicidio aggravato con una possibile pena dell’ergastolo.
La difesa solleva una questione davanti alla Corte costituzionale
Dopo il rigetto della richiesta, i legali di Cordici hanno deciso di sollevare una eccezione di costituzionalità sulla norma che impedisce l’accesso al giudizio abbreviato per i reati puniti con la pena dell’ergastolo.
La questione era già stata affrontata in passato dalla Corte Costituzionale, che aveva ritenuto non fondate analoghe contestazioni. La difesa, tuttavia, ha riproposto il tema con una diversa impostazione, sostenendo che il problema risiederebbe nel fatto che la qualificazione del reato e l’eventuale aggravante vengono determinate dall’accusa, con conseguenze dirette sulla possibilità dell’imputato di scegliere un rito più favorevole.
Secondo i legali, questa situazione inciderebbe sui principi di uguaglianza, diritto alla difesa, finalità rieducativa della pena e giusto processo, richiamando gli articoli 3, 24, 27 e 111 della Costituzione.
Il gup si è riservato ogni valutazione e ha fissato una nuova udienza per venerdì 17 luglio. Se la questione sarà ritenuta rilevante e non priva di fondamento, gli atti potrebbero essere trasmessi alla Consulta, con la sospensione del procedimento. In caso contrario, il processo seguirà il suo normale percorso.
L’accusa: tre colpi di pistola dopo una serie di contrasti
In aula la pubblica accusa è stata rappresentata dal procuratore della Repubblica di Barcellona Pozzo di Gotto Giuseppe Verzera, mentre i familiari della vittima si sono costituiti parte civile con l’assistenza dell’avvocato Tommaso Autru Ryolo.
Secondo la ricostruzione della Procura, Cordici avrebbe affrontato Italiano dopo una serie di tensioni maturate nel tempo tra i due vicini. L’anziano commerciante sarebbe stato raggiunto da tre colpi di pistola, due dei quali alla testa e uno alla spalla.
Gli investigatori hanno concentrato le loro verifiche su diversi elementi, tra cui le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona in cui venne ritrovato il corpo. Tra i dettagli ritenuti più significativi ci sarebbe il transito della Fiat Panda della vittima nell’area di via Capuana, circostanza che avrebbe contribuito a indirizzare gli accertamenti verso Cordici.
L’auto venne successivamente individuata dalla polizia nell’area industriale di Giammoro, abbandonata.
L’ammissione davanti al giudice e il movente ricostruito
Dopo l’arresto, Cordici avrebbe ammesso di aver sparato a Italiano durante l’interrogatorio davanti al giudice, fornendo però una propria ricostruzione dei fatti.
L’indagato avrebbe sostenuto che la situazione sarebbe degenerata al termine di una discussione iniziata per un episodio legato alla viabilità e poi sfociata in un confronto più acceso, alimentato da vecchie tensioni di vicinato.
Tra gli elementi alla base dei dissidi sarebbe emersa anche una controversia relativa a una concessione edilizia intestata alla moglie di Cordici, sulla quale Italiano aveva presentato una richiesta di accesso agli atti al Comune.
Ora la decisione passa nuovamente al gup Sidoti, chiamato a stabilire se il procedimento potrà proseguire verso il dibattimento oppure se sarà necessario attendere un eventuale pronunciamento della Corte costituzionale sulla questione sollevata dalla difesa.

