Rapina alle Poste di Palermo, tre arresti: colpo da 100mila euro prima del pagamento delle pensioni

La Polizia di Stato ha eseguito tre ordinanze di custodia cautelare in carcere. Gli investigatori hanno ricostruito la preparazione del raid e individuato i presunti responsabili grazie a un’articolata attività investigativa

Nuovo sviluppo nelle indagini sulla spettacolare rapina messa a segno lo scorso 31 gennaio ai danni dell’ufficio postale di via Empedocle Restivo, a Palermo. Gli agenti della Polizia di Stato hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di tre uomini palermitani, di 40 e 49 anni, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di rapina, ricettazione e riciclaggio.

L’inchiesta, coordinata dall’autorità giudiziaria, ha consentito di ricostruire nel dettaglio la preparazione e l’esecuzione del colpo che fruttò un bottino di circa 100 mila euro.

Il raid con l’auto lanciata contro la filiale

Secondo quanto emerso dalle indagini, nel primo pomeriggio del 31 gennaio una Fiat Tipo risultata rubata venne utilizzata per sfondare l’ingresso dell’ufficio postale.

Dopo l’impatto, uno degli uomini sarebbe sceso dall’auto mentre un complice avrebbe raggiunto rapidamente l’interno della struttura attraverso il varco creato dall’urto. I due si sarebbero quindi impossessati del denaro che il personale stava caricando nello sportello ATM in vista dell’erogazione delle pensioni prevista per il giorno successivo.

In pochi istanti i malviventi sarebbero riusciti ad allontanarsi con un ingente quantitativo di contanti.

Le indagini della Squadra Mobile

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Palermo ha permesso di identificare i presunti componenti del gruppo e di ricostruire sia la fase preparatoria sia quella successiva alla rapina.

Determinanti sono stati i filmati acquisiti dagli impianti di videosorveglianza presenti nella zona, che hanno indirizzato gli investigatori verso un gruppo ritenuto operativo nel quartiere Pagliarelli.

Gli accertamenti sono stati poi rafforzati attraverso intercettazioni telefoniche, servizi di osservazione, pedinamenti e perquisizioni, elementi che hanno consentito di delineare il ruolo attribuito a ciascuno degli indagati.

La base operativa e il ruolo dei tre indagati

Secondo gli investigatori, il colpo sarebbe stato pianificato diversi giorni prima all’interno di un appartamento utilizzato come base logistica nella zona di viale del Fante.

Nel corso della preparazione sarebbe stato recuperato anche uno scooter rubato, successivamente lasciato nei pressi dell’ufficio postale e utilizzato come mezzo di fuga dopo la rapina.

Le immagini delle telecamere avrebbero inoltre documentato i ripetuti spostamenti dei tre uomini tra il covo e il luogo dell’assalto. Al 40enne, in particolare, viene contestato il ruolo di “palo”, svolto a bordo di un secondo ciclomotore con il compito di controllare l’area e garantire la copertura ai complici durante l’azione criminale.

L’inchiesta prosegue per verificare eventuali ulteriori responsabilità e ricostruire tutti gli aspetti dell’organizzazione del colpo.

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