Il percorso di riconversione dell’area industriale di Giammoro, nel Messinese, continua a compiere passi avanti. Negli ultimi giorni è arrivato il via libera regionale al primo impianto per la produzione di idrogeno verde in Sicilia, mentre si sono conclusi i lavori per la realizzazione della nuova infrastruttura.
Dietro le prospettive di sviluppo legate all’Hydrogen Valley e ai nuovi investimenti, però, emerge anche il malessere di una parte degli ex lavoratori delle Acciaierie Duferco, che raccontano di vivere una fase di forte incertezza sul proprio futuro lavorativo.
“Le promesse non sarebbero state mantenute”
Secondo quanto riferiscono alcuni dipendenti, il trasferimento della produzione dei laminati lunghi dallo stabilimento di Giammoro agli impianti di San Zeno Naviglio, in provincia di Brescia, era stato accompagnato dalla rassicurazione che nessun lavoratore sarebbe rimasto escluso dal percorso di ricollocazione.
A distanza di tempo, tuttavia, diversi lavoratori sostengono che le aspettative siano rimaste in parte disattese. Con l’imminente scadenza del contratto di solidarietà , molti dichiarano di non avere ancora ricevuto indicazioni certe sul proprio futuro occupazionale e temono di ritrovarsi senza reddito e senza un impiego stabile.
Le criticità segnalate sulle nuove assunzioni
Il piano industriale destinato al rilancio della Valle del Mela comprende nuovi insediamenti produttivi, il potenziamento della logistica, il terminal portuale e il progetto dell’Hydrogen Valley, iniziative presentate come occasione di crescita economica e occupazionale per il territorio.
Alcuni lavoratori, però, sostengono che le opportunità di ricollocazione offerte negli ultimi anni non abbiano garantito condizioni economiche e contrattuali equivalenti a quelle precedenti.
Secondo le loro testimonianze, il percorso di uscita dalla lunga cassa integrazione sarebbe stato accompagnato da nuove assunzioni caratterizzate, a loro giudizio, da trattamenti meno favorevoli rispetto ai precedenti rapporti di lavoro.
Il caso Italfer Carpenteria
Tra le situazioni segnalate vi è quella di alcuni ex dipendenti che riferiscono di avere aderito, dal 1° settembre 2025, a un percorso di ricollocazione presso Italfer Carpenteria S.p.A., azienda attiva nella lavorazione del ferro per cemento armato e nel settore degli appalti pubblici.
I lavoratori raccontano che, dopo la firma degli accordi di conciliazione, sarebbero emerse criticità nella gestione del nuovo rapporto di lavoro. Tali problematiche, spiegano, sarebbero state comunicate sia a Duferco sia agli altri soggetti interessati, allegando la relativa documentazione.
Sempre secondo la loro ricostruzione, alle rassicurazioni iniziali non sarebbero seguiti interventi risolutivi.
Il confronto con i sindacati e le richieste ancora aperte
Nel corso dei mesi sarebbero stati promossi diversi tentativi di confronto, inizialmente in modo informale e successivamente con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali che avevano partecipato agli accordi per il rilancio dell’area industriale e alle procedure di ricollocazione.
I lavoratori sostengono però che, ad oggi, molte delle questioni sollevate non abbiano ancora trovato una soluzione concreta.
A destare ulteriore preoccupazione è anche la situazione di numerosi altri ex dipendenti dello stabilimento di Giammoro che, secondo quanto riferito dagli stessi lavoratori, attenderebbero ancora un percorso di reinserimento lavorativo stabile e adeguato.
Attesa la posizione delle aziende e delle organizzazioni sindacali
Le ricostruzioni riportate rappresentano il punto di vista di una parte dei lavoratori coinvolti nella vicenda. Per offrire un quadro completo della situazione sarà ora importante conoscere anche la posizione ufficiale del Gruppo Duferco, di Italfer Carpenteria S.p.A. e delle organizzazioni sindacali che hanno seguito il processo di riconversione industriale e le procedure di ricollocazione del personale.

