Il parco acquatico Etnaland di Belpasso non accoglierà visitatori durante l’estate 2026. Dopo settimane di attesa e indiscrezioni, è arrivata la conferma ufficiale da parte della stessa struttura, che attraverso i propri canali social ha comunicato la decisione di non procedere con l’apertura stagionale.
Una scelta legata alla complessa situazione che ha coinvolto il parco negli ultimi mesi, dopo il sequestro preventivo dell’area disposto nell’ambito di un’inchiesta riguardante presunte irregolarità di carattere ambientale.
Il sequestro e l’inchiesta ambientale
La vicenda giudiziaria era emersa nei mesi scorsi, quando le autorità avevano effettuato un intervento nell’ambito di un’indagine collegata alla gestione dei rifiuti prodotti dalla struttura.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state riscontrate criticità relative alla presenza di una presunta area utilizzata come discarica abusiva nei terreni vicini al parco, dove sarebbero stati accumulati e smaltiti illecitamente rifiuti riconducibili alle attività della struttura.
Nel corso delle operazioni erano stati posti sotto sequestro terreni, materiali e mezzi ritenuti collegati alla gestione contestata. L’inchiesta è coordinata dalla Procura competente e gli accertamenti sono ancora in corso.
La società: “Non ci sono problemi legati alla sicurezza”
Nel comunicato diffuso sui social, Etnaland ha precisato che la vicenda non riguarda la sicurezza degli ospiti né quella dei lavoratori.
La società ha spiegato di aver collaborato con le autorità durante le verifiche, mettendo a disposizione documentazione e informazioni utili agli approfondimenti.
“Abbiamo sempre operato nel rispetto delle procedure e continueremo a farlo”, è il senso della posizione espressa dalla struttura, che ha ribadito la volontà di affrontare il percorso di chiarimento con trasparenza.
Impossibile completare le operazioni necessarie per l’apertura
Alla base della mancata apertura non ci sarebbe soltanto il sequestro, ma anche la difficoltà di completare in tempi utili tutte le attività indispensabili per una stagione regolare.
La gestione di un parco di queste dimensioni richiede infatti mesi di interventi tecnici, manutenzioni, controlli sugli impianti, formazione del personale e preparazione dei servizi destinati ai visitatori.
Secondo la società, anche un eventuale sviluppo positivo della situazione giudiziaria in tempi brevi non avrebbe consentito di garantire gli standard richiesti per accogliere il pubblico nell’estate ormai imminente.
Preoccupazione per lavoratori e indotto
La chiusura per il 2026 rappresenta un duro colpo non solo per la proprietà, ma anche per il territorio.
Etnaland negli anni è diventato uno dei principali punti di riferimento turistici della Sicilia orientale, attirando migliaia di visitatori e creando opportunità lavorative stagionali e non solo.
La società ha espresso vicinanza ai dipendenti, alle loro famiglie e alle aziende dell’indotto coinvolte dalla mancata apertura.
“Etnaland continuerà a far parte della Sicilia”
Nonostante lo stop, dalla struttura arriva il messaggio di voler guardare avanti.
Il parco ha ricordato il legame costruito in oltre quarant’anni di attività con famiglie, visitatori e territorio, lasciando intendere che l’obiettivo resta quello di tornare operativo quando le condizioni lo permetteranno.
Il futuro di Etnaland dipenderà ora dagli sviluppi dell’inchiesta e dal percorso necessario per superare la fase di blocco.

