Ripascimento della spiaggia di Vaccarella, al via i lavori: intervento contro l’erosione costiera a Milazzo

Sono ufficialmente partiti gli interventi di ripascimento della spiaggia di Vaccarella. Il progetto punta a contrastare l’erosione che da anni interessa il borgo marinaro, utilizzando materiali provenienti dai lavori sul torrente Mela. Intanto Legambiente chiede chiarimenti sul rispetto delle prescrizioni ambientali

Sono entrati nel vivo gli interventi destinati a restituire nuova consistenza alla spiaggia di Vaccarella, uno dei tratti costieri più caratteristici di Milazzo, da tempo alle prese con un progressivo arretramento della linea di costa.

Le operazioni sono iniziate dopo il completamento dell’intero iter autorizzativo e prevedono il trasferimento di materiale proveniente dal torrente Mela verso il litorale compreso tra il porticciolo turistico di Santa Maria Maggiore e l’area dell’ex asilo Calcagno. L’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di ricostituire l’arenile e mitigare gli effetti dell’erosione marina che negli ultimi anni ha compromesso una parte significativa della spiaggia.

L’autorizzazione della Regione e il progetto del Comune

L’intervento ha ricevuto il via libera attraverso il decreto emanato il 14 maggio dal Dipartimento regionale dell’Ambiente, che ha autorizzato il progetto predisposto dal Comune di Milazzo nell’ambito delle attività coordinate dal Commissario di Governo contro il dissesto idrogeologico.

Il provvedimento regionale è arrivato dopo il parere favorevole espresso dalla Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali. L’ok, tuttavia, è stato subordinato al rispetto di specifiche prescrizioni finalizzate alla tutela dell’ecosistema costiero, della biodiversità marina e dell’equilibrio ambientale dell’area interessata dai lavori.

Saranno riutilizzati circa 3 mila metri cubi di materiale del torrente Mela

Il progetto prevede il recupero di circa 3 mila metri cubi di inerti provenienti dagli interventi di sistemazione e risagomatura dell’alveo del torrente Mela. Dopo essere stati sottoposti alle necessarie verifiche ambientali e qualitative, questi materiali verranno impiegati per ricostruire parte della spiaggia senza determinare ulteriori costi per le casse comunali.

L’operazione sfrutta infatti il materiale già estratto nell’ambito del più ampio cantiere, finanziato con circa 5 milioni di euro, destinato alla messa in sicurezza del torrente e alla ricostruzione dei bastioni.

Secondo Palazzo dell’Aquila, l’idea di collegare le due opere risale già a diversi anni fa, quando si iniziò a programmare il complesso degli interventi sul Mela.

L’assessore Romagnolo: “Così rallentiamo l’erosione”

Per l’assessore ai Lavori pubblici Santi Romagnolo, la disponibilità di una notevole quantità di materiale idoneo ha rappresentato un’opportunità per intervenire su una criticità che da tempo interessa il borgo di Vaccarella.

L’amministrazione evidenzia come il ripascimento abbia carattere temporaneo ma possa contribuire a rallentare il processo erosivo che ha progressivamente ridotto la superficie della spiaggia, garantendo allo stesso tempo condizioni più favorevoli anche per le attività della marineria locale e della pesca.

Legambiente chiede maggiore trasparenza sull’intervento

Sull’avvio dei lavori è intervenuta anche Legambiente, che pur condividendo la necessità di contrastare il fenomeno dell’erosione costiera, sollecita la piena trasparenza sull’esecuzione dell’opera.

L’associazione ambientalista chiede infatti di conoscere se tutte le prescrizioni contenute nel decreto autorizzativo siano state effettivamente rispettate prima dell’avvio del cantiere.

Tra gli aspetti sui quali vengono richiesti chiarimenti figurano l’avvenuta verifica di ottemperanza delle condizioni ambientali imposte dagli enti competenti, i risultati delle analisi effettuate sui sedimenti provenienti dal torrente Mela, la compatibilità granulometrica e biologica dei materiali con quelli presenti naturalmente sulla spiaggia e le eventuali valutazioni sugli effetti che il ripascimento potrebbe produrre sull’ecosistema marino.

Particolare attenzione viene inoltre posta alla vicinanza dell’area interessata con i siti della Rete Natura 2000 di Capo Milazzo, elemento che, secondo Legambiente, rende necessario garantire il massimo livello di controllo e monitoraggio durante tutte le fasi dell’intervento.

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