Truffa ai caselli in Sicilia, dopo lo scandalo gli incassi schizzano: +34% in un mese

Nel mese di giugno il Consorzio Autostrade Siciliane registra un forte incremento degli introiti nei caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. Proprio gli stessi finiti al centro di un’inchiesta per una presunta truffa sui biglietti autostradali

Un incremento inatteso e significativo emerge dai dati del Consorzio Autostrade Siciliane relativi al mese di giugno: nei tre caselli della tratta Palermo–Messina finiti sotto la lente degli investigatori, gli incassi risultano cresciuti del 34% rispetto allo stesso periodo del 2025.

Si tratta degli impianti di Buonfornello, Castelbuono e Cefalù, dove l’aumento delle entrate si traduce in circa 870 mila euro in più rispetto all’anno precedente.

I caselli al centro dell’inchiesta della Procura

La scelta di monitorare proprio questi punti della rete autostradale non è casuale. Si tratta infatti delle stazioni interessate da un’indagine della Procura di Termini Imerese, emersa pubblicamente all’inizio del mese scorso.

L’inchiesta riguarda una presunta frode che avrebbe coinvolto alcuni addetti ai caselli, sospesi dal servizio, con l’ipotesi che gli incassi in contanti degli automobilisti siano stati in parte sottratti attraverso la manipolazione dei ticket di transito.

Secondo l’ipotesi investigativa, il meccanismo contestato prevedeva la sostituzione del biglietto reale con uno relativo a tratte più brevi e quindi meno costose, trattenendo la differenza tariffaria.

Le verifiche e l’anomalia dei dati

Le verifiche in corso stanno mettendo in evidenza un andamento considerato anomalo dagli inquirenti, soprattutto se confrontato con i periodi precedenti all’apertura dell’indagine.

Il forte incremento degli incassi registrato dopo l’avvio degli accertamenti viene ora analizzato per comprendere eventuali correlazioni con le irregolarità ipotizzate e per ricostruire con precisione l’andamento della gestione dei pagamenti nei caselli coinvolti.

Indagini ancora in corso

L’inchiesta prosegue con ulteriori approfondimenti da parte della magistratura, mentre il Consorzio Autostrade Siciliane continua il lavoro di monitoraggio interno per verificare eventuali criticità nei flussi di incasso e nelle procedure di riscossione.

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