Vulcano, ristorante chiuso per interdittiva antimafia: revocate licenze e autorizzazioni

Il provvedimento della Prefettura di Messina ha disposto la cessazione dell’attività di un noto locale dell’isola. Il titolare potrà impugnare la decisione davanti al TAR o presentare ricorso straordinario

Un provvedimento destinato a far discutere nel pieno della stagione estiva ha colpito un noto ristorante dell’isola di Vulcano, nelle Eolie. La Prefettura di Messina ha infatti emesso un’interdittiva antimafia nei confronti dell’attività, determinando l’immediata cessazione dell’esercizio commerciale.

La misura è stata notificata direttamente al titolare del locale nel corso di un controllo congiunto effettuato dai Carabinieri e dagli agenti della Polizia Municipale, che hanno dato esecuzione al provvedimento amministrativo. Contestualmente sono stati informati anche il Comune di Lipari e la Divisione Anticrimine della Questura di Messina, chiamati a svolgere gli adempimenti di competenza.

Decadono automaticamente licenze, autorizzazioni e concessioni

L’interdittiva produce effetti immediati sul piano amministrativo. In seguito alla sua applicazione, infatti, il ristorante perde tutti i requisiti necessari per poter continuare a operare.

Come previsto dalla normativa vigente e richiamato nel provvedimento firmato dal responsabile dello Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) del Comune di Lipari, l’efficacia definitiva della misura determina automaticamente la decadenza di ogni titolo autorizzativo rilasciato in precedenza.

Di conseguenza vengono revocate licenze commerciali, autorizzazioni, concessioni, iscrizioni ai registri e qualsiasi altro titolo abilitativo che consentiva al locale di svolgere la propria attività. Senza tali requisiti, l’esercizio non può proseguire l’attività imprenditoriale.

Possibile il ricorso contro il provvedimento

La vicenda, tuttavia, non può ancora considerarsi definitivamente conclusa. La proprietà del ristorante conserva infatti la possibilità di contestare il provvedimento attraverso gli strumenti previsti dalla legge.

Il titolare potrà presentare ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) entro 60 giorni dalla notifica dell’interdittiva oppure scegliere la strada del ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana, da proporre entro 120 giorni.

Sarà quindi l’eventuale giudizio amministrativo a stabilire se il provvedimento prefettizio dovrà essere confermato oppure annullato.

Provvedimento che incide anche sulla stagione turistica

La chiusura del ristorante arriva in uno dei momenti di maggiore afflusso turistico per le Isole Eolie, quando l’attività economica delle imprese della ristorazione raggiunge il picco annuale.

L’interdittiva antimafia rappresenta uno degli strumenti di prevenzione previsti dall’ordinamento per contrastare possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel tessuto economico. Si tratta di un provvedimento amministrativo che può comportare l’immediata interruzione dell’attività imprenditoriale anche in assenza di una condanna penale definitiva, qualora emergano elementi ritenuti idonei a far presumere il rischio di condizionamenti da parte della criminalità organizzata.

La vicenda resta ora in attesa degli eventuali sviluppi giudiziari che potrebbero arrivare nelle prossime settimane.

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