Milazzo, 14 ore di attesa al Pronto soccorso senza visita: donna scopre la frattura solo in una clinica privata

Il caso rilancia le criticità dell’ospedale Fogliani tra lunghe attese, carenza di personale e nuove richieste di chiarimenti all’Asp di Messina. Intanto il deputato regionale Matteo Sciotto presenta un accesso agli atti

Ancora polemiche sul funzionamento del Pronto soccorso dell’ospedale “Fogliani” di Milazzo, da tempo al centro delle segnalazioni di cittadini e associazioni per i tempi di attesa particolarmente elevati. A riportare l’attenzione sulla situazione è il racconto di una famiglia milazzese che denuncia un episodio avvenuto nei giorni scorsi e che avrebbe costretto una 67enne a lasciare l’ospedale senza ricevere alcuna visita medica, nonostante un sospetto di frattura.

Secondo quanto riferito dai familiari, la donna sarebbe caduta nella tarda mattinata di domenica riportando un forte trauma al polso. Convinti che potesse trattarsi di una lesione ossea, i parenti l’hanno accompagnata immediatamente al Pronto soccorso del nosocomio mamertino.

L’attesa, però, si sarebbe protratta per circa 14 ore, senza che la paziente venisse presa in carico dai sanitari.

Siamo arrivati poco dopo mezzogiorno e siamo rimasti fino alle due del mattino. Alla fine siamo stati costretti a tornare a casa senza essere visitati“, racconta il figlio della donna, spiegando che la madre era stata classificata con codice verde, circostanza che avrebbe comportato il continuo rinvio della visita.

Il giorno dopo la radiografia privata conferma la frattura

Non vedendo alcun miglioramento e con il dolore sempre più intenso, la famiglia ha deciso il giorno successivo di rivolgersi a una struttura sanitaria privata per effettuare gli accertamenti diagnostici.

L’esito della radiografia ha confermato ciò che i familiari sospettavano fin dall’inizio: la donna aveva riportato la frattura del polso.

Con il referto in mano, la paziente è quindi tornata all’ospedale Fogliani, dove è stata indirizzata al reparto di Ortopedia. Nel corso del pomeriggio i medici hanno provveduto all’immobilizzazione dell’arto applicando un apparecchio gessato e avviando il percorso terapeutico.

“Non è una critica ai medici, ma a un sistema in difficoltà”

La famiglia precisa di non voler attribuire responsabilità dirette al personale sanitario, ritenendo che medici e infermieri operino quotidianamente in condizioni particolarmente complesse.

Secondo i parenti della paziente, il problema riguarderebbe soprattutto la cronica carenza di personale e l’organizzazione del servizio, fattori che renderebbero inevitabili tempi di attesa estremamente lunghi, soprattutto per i pazienti classificati con codici di minore gravità.

Durante le ore trascorse in ospedale, spiegano ancora i familiari, sarebbero state richieste più volte informazioni sui tempi di visita, senza però ricevere indicazioni precise. La famiglia racconta inoltre di essersi rivolta anche alle forze dell’ordine presenti, ottenendo come unica risposta l’invito ad attendere il proprio turno.

La sensazione è che chi può permettersi una visita privata riesca a ottenere una diagnosi in tempi rapidi, mentre gli altri sono costretti ad aspettare per ore“, è l’amara riflessione espressa dai parenti della donna.

Un’emergenza che si ripresenta soprattutto durante l’estate

L’episodio riaccende i riflettori sulle difficoltà che da anni interessano il Pronto soccorso di Milazzo, dove la carenza di medici dell’emergenza-urgenza continua a rappresentare una delle principali criticità.

Nei mesi estivi la situazione tende ulteriormente a complicarsi. L’incremento della popolazione dovuto all’arrivo di turisti e visitatori determina infatti un notevole aumento degli accessi, con conseguenti rallentamenti nell’assistenza ai pazienti classificati con codici meno urgenti.

Negli ultimi anni l’Asp di Messina ha cercato di fronteggiare il problema attraverso concorsi, prestazioni aggiuntive e una diversa organizzazione dei turni di servizio. Interventi che, tuttavia, secondo le numerose segnalazioni provenienti dal territorio, non sarebbero ancora riusciti a risolvere definitivamente le criticità.

Sciotto chiede tutti gli atti sul trasferimento della Farmacia ospedaliera

Sul fronte politico arriva intanto una nuova iniziativa del deputato regionale Matteo Sciotto, che ha presentato un’istanza di accesso agli atti nei confronti dell’Asp di Messina in merito al trasferimento della Uosd Farmacia del Presidio ospedaliero di Milazzo.

L’obiettivo è acquisire tutta la documentazione amministrativa e tecnica relativa ai nuovi locali destinati al servizio, dopo che l’Azienda sanitaria aveva comunicato, con una nota del 26 giugno, la piena idoneità degli spazi individuati.

Il parlamentare regionale chiede di visionare verbali, certificazioni, relazioni tecniche, pareri sulla sicurezza, verifiche igienico-sanitarie, controlli sugli impianti e l’eventuale aggiornamento del Documento di valutazione dei rischi (Dvr), oltre agli atti che attestano ufficialmente la conformità dei locali.

Una richiesta che punta a fare piena chiarezza sulle procedure adottate e che si inserisce nel più ampio dibattito sulle condizioni organizzative dell’ospedale mamertino, da tempo al centro dell’attenzione per le difficoltà che cittadini e operatori sanitari denunciano quotidianamente.

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