A Enna si è verificata una grave rivolta all’interno della casa circondariale “Luigi Bodenza”, dove oltre cento detenuti avrebbero preso il controllo di diverse sezioni del vecchio padiglione detentivo, mettendo fuori uso le telecamere di sorveglianza e causando ingenti danni alle strutture. La situazione ha richiesto un immediato intervento per contenere i disordini e riportare la sicurezza all’interno dell’istituto penitenziario.
Secondo quanto emerso, i detenuti avrebbero dato origine alla protesta trasformata rapidamente in disordini diffusi, con danneggiamenti alle aree comuni e interruzione dei sistemi di controllo, rendendo complessa la gestione delle sezioni coinvolte.
Le cause della protesta, disagi dopo il guasto provocato dal maltempo
Alla base della tensione ci sarebbero i gravi disservizi registrati nei giorni precedenti, quando un forte temporale avrebbe provocato la caduta di un fulmine sulle centraline telefoniche dell’istituto, interrompendo le linee di comunicazione tra detenuti e familiari.
Il blocco dei contatti e ulteriori criticità ai servizi essenziali avrebbero contribuito ad alimentare malcontento e tensioni interne, fino all’esplosione della rivolta nel reparto detentivo.
Il Sappe, “rivolta prevedibile, situazione segnalata da tempo”
Durissima la posizione del Sappe (Sindacato autonomo polizia penitenziaria), che parla di una situazione “annunciata” e più volte segnalata.
Per il segretario generale Donato Capece e il segretario provinciale Giuseppe Cicero, quanto accaduto rappresenta la conseguenza di anni di criticità irrisolte, tra strutture obsolete e mancate risposte operative. Nel mirino del sindacato finiscono in particolare le condizioni del padiglione più datato, da tempo considerato non adeguato e bisognoso di interventi urgenti.
Secondo il Sappe, la mancanza di interventi tempestivi avrebbe contribuito a creare un contesto di crescente tensione, ricaduto poi sul personale della polizia penitenziaria impegnato nella gestione dell’emergenza.
Criticità strutturali e precedenti episodi di tensione
Il sindacato evidenzia inoltre come l’istituto fosse già stato interessato da episodi di criticità nelle settimane precedenti, tra tentativi di evasione e situazioni di tensione sventate grazie all’intervento degli agenti.
Vengono segnalate anche possibili vulnerabilità strutturali in alcune aree del carcere, con modalità di movimento interno dei detenuti che avrebbero reso complessa la gestione della sicurezza, aggravando il quadro complessivo già definito critico.
Una situazione sotto osservazione
La rivolta rientrata lascia ora sul tavolo il tema delle condizioni complessive dell’istituto penitenziario di Enna, con la richiesta di interventi strutturali e organizzativi urgenti per evitare il ripetersi di episodi analoghi.

