Sicilia, le imprese cercano lavoratori ma mancano le competenze: quasi il 40% dei posti è scoperto

Cresce la domanda di lavoratori nell’Isola, trainata soprattutto da turismo e servizi. Ma oltre un terzo delle posizioni rischia di restare vacante per la carenza di candidati con le competenze richieste

Il mercato del lavoro in Sicilia continua a mostrare segnali di vitalità, ma le aziende devono fare i conti con un ostacolo sempre più evidente: trovare i profili professionali adatti. Nonostante migliaia di posti disponibili, una parte consistente delle opportunità rischia infatti di non essere coperta per la difficoltà nel reperire candidati in possesso delle competenze richieste.

È quanto emerge dall’ultima rilevazione del Sistema informativo Excelsior, realizzata da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, che fotografa una situazione caratterizzata da una domanda occupazionale in crescita, ma ancora fortemente condizionata dal disallineamento tra le esigenze delle imprese e le professionalità disponibili sul mercato.

Secondo le stime riferite al mese di giugno, le imprese siciliane prevedono 41.940 nuove assunzioni, mentre nel periodo compreso tra giugno e agosto gli ingressi programmati salgono a 107.030. Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente si registra un incremento di 750 assunzioni nel mese e di 1.250 nel trimestre, segnale di un mercato che continua a espandersi.

Servizi e turismo restano il motore dell’occupazione

A sostenere la crescita delle opportunità lavorative è soprattutto il comparto dei servizi, che da solo concentra circa due assunzioni su tre. Anche il tessuto delle piccole e medie imprese, con meno di cinquanta dipendenti, continua a rappresentare il principale bacino occupazionale, generando quasi l’80% delle nuove opportunità.

Con l’arrivo della stagione estiva, turismo, alberghi, ristorazione, commercio e servizi alla persona si confermano i settori più dinamici, contribuendo in maniera determinante all’aumento della domanda di lavoro.

Tra le figure professionali maggiormente richieste spiccano gli addetti alle attività commerciali e ai servizi, che rappresentano oltre il 40% delle assunzioni previste. Seguono gli operai specializzati, gli addetti alla conduzione di impianti e macchinari e le professioni non qualificate, mentre rimane più contenuta la richiesta di tecnici, dirigenti e professionisti altamente specializzati.

Ristorazione e commercio guidano la classifica delle professioni richieste

Analizzando le singole professioni, sono gli addetti alla ristorazione a occupare il primo posto per numero di opportunità, con 9.590 posti disponibili.

Molto ricercati risultano anche gli addetti alle vendite, per i quali sono previste 3.840 assunzioni, seguiti dagli operai agricoli specializzati, dal personale destinato alla manutenzione del verde, dagli addetti alle pulizie e da numerose figure operative impiegate nei comparti agricolo, logistico ed edilizio.

La fotografia restituisce l’immagine di un’economia regionale fortemente orientata alle attività di servizio e alla stagionalità, ma che continua ad avere bisogno anche di personale tecnico qualificato.

Oltre un’assunzione su tre è difficile da coprire

L’aspetto più critico riguarda però il reperimento dei lavoratori. Secondo l’indagine, il 37,8% delle posizioni aperte viene considerato di difficile copertura, una percentuale che continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni delle imprese.

Nella maggior parte dei casi il problema deriva dalla scarsità di candidati disponibili, mentre in altre situazioni le aziende segnalano una preparazione ritenuta non adeguata rispetto alle competenze richieste.

Le maggiori difficoltà riguardano soprattutto le professioni tecniche e specialistiche. Tra i profili più complicati da trovare figurano ingegneri, tecnici della produzione, meccanici specializzati, operatori del settore estetico e altre figure ad elevata qualificazione professionale.

A incidere ulteriormente è anche la richiesta di esperienza. Per circa sette assunzioni su dieci, infatti, le imprese preferiscono candidati che abbiano già maturato un percorso lavorativo nello stesso settore o nella medesima mansione, restringendo ulteriormente il numero dei potenziali lavoratori disponibili.

Più spazio agli under 30, ma prevalgono i contratti a termine

Le opportunità rivolte ai giovani con meno di 30 anni rappresentano circa il 28% del totale. Le maggiori possibilità di inserimento riguardano soprattutto il comparto turistico, l’accoglienza, la ristorazione, il commercio e alcune attività tecniche, ambiti nei quali le imprese mostrano una maggiore disponibilità a investire su chi è alle prime esperienze professionali.

Dal punto di vista contrattuale, continua però a prevalere il lavoro a tempo determinato, che rappresenta circa il 75% delle assunzioni previste. Più contenuta la quota dei contratti a tempo indeterminato, pari al 12%, mentre l’apprendistato si attesta intorno al 4%.

Si tratta di un dato strettamente legato alla forte stagionalità dell’economia siciliana, dove molte aziende preferiscono ricorrere a formule contrattuali più flessibili, soprattutto durante i mesi estivi.

I titoli di studio richiesti dalle imprese

Anche il livello di istruzione richiesto conferma le caratteristiche del mercato occupazionale regionale. Solo una piccola parte delle opportunità, pari a circa il 7%, è destinata ai laureati.

La quota più consistente delle assunzioni riguarda invece candidati in possesso di diplomaqualifica professionale o della sola scuola dell’obbligo, a dimostrazione di una domanda concentrata prevalentemente sulle professioni operative.

Allo stesso tempo, però, continua a crescere la richiesta di competenze tecniche specialistiche che le imprese faticano sempre più a trovare, alimentando un divario tra domanda e offerta che rappresenta una delle principali sfide del mercato del lavoro siciliano.

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