Confisca da oltre 10 milioni alla ’Ndrangheta: sequestrate anche società delle mini-crociere alle Isole Eolie

Colpito un patrimonio riconducibile a un presunto esponente della cosca Accorinti: nel mirino della Guardia di Finanza un villaggio turistico, compagnie di navigazione e attività commerciali

Nuovo duro colpo al patrimonio della ‘Ndrangheta. La Guardia di Finanza di Catanzaro ha eseguito un provvedimento di confisca definitiva di beni per un valore superiore ai 10 milioni di euro, ritenuti riconducibili a un imprenditore di Briatico, nel Vibonese, deceduto negli ultimi anni e considerato dagli inquirenti una figura di vertice della cosca Accorinti.

L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di contrasto ai patrimoni della criminalità organizzata e mette in luce come le organizzazioni mafiose abbiano investito nel tempo anche in settori economici strategici, tra cui turismo, trasporti marittimi e attività ricettive.

Nel mirino anche le mini-crociere alle Isole Eolie

Tra i beni confiscati figurano le quote societarie di una struttura turistica della costa vibonese, due compagnie di navigazione e una società che gestiva un chiosco-bar a Briatico.

Particolarmente significativo è il coinvolgimento di una società attiva nel settore delle mini-crociere verso le Isole Eolie, attività che, secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, sarebbe rientrata negli interessi economici del sodalizio mafioso.

Gli investigatori hanno infatti ricostruito come il gruppo criminale fosse riuscito a inserirsi anche nel comparto turistico, individuato come un settore particolarmente redditizio e funzionale al reinvestimento dei capitali illeciti.

Il legame con l’operazione “Costa Pulita”

Il provvedimento di confisca trae origine dalle indagini sviluppate nell’ambito dell’operazione “Costa Pulita”, condotta nel 2016, che portò all’arresto di 23 persone ritenute appartenenti o vicine alla criminalità organizzata del Vibonese e all’esecuzione di numerosi sequestri patrimoniali.

Secondo gli accertamenti giudiziari, il destinatario della misura patrimoniale sarebbe stato co-reggente della cosca Accorinti e referente nei rapporti con la potente cosca Mancuso di Limbadi e Nicotera.

Le indagini avrebbero inoltre evidenziato il suo ruolo nella gestione delle attività illecite riconducibili al clan, con particolare riferimento al traffico di sostanze stupefacenti e all’amministrazione di società e patrimoni intestati formalmente a prestanome, utilizzati per occultarne la reale proprietà.

Un villaggio turistico gestito attraverso prestanome

Tra i beni finiti definitivamente nelle disponibilità dello Stato compare anche un noto villaggio turistico situato a Briatico.

Secondo gli investigatori, la struttura ricettiva sarebbe stata amministrata attraverso soggetti formalmente estranei all’organizzazione criminale, utilizzati come “teste di legno” per celare il coinvolgimento diretto degli effettivi proprietari e garantire la continuità delle attività economiche.

Le indagini economico-patrimoniali condotte dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Catanzaro hanno inoltre evidenziato una marcata sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi ufficialmente dichiarati, elemento che ha contribuito all’emissione della confisca definitiva.

La lotta ai patrimoni mafiosi

L’operazione conferma come il contrasto alla criminalità organizzata passi non soltanto attraverso gli arresti, ma anche mediante l’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati. Le indagini hanno infatti ricostruito un articolato sistema di investimenti che avrebbe consentito alla cosca di consolidare la propria presenza nell’economia legale, con interessi che spaziavano dal turismo alle attività commerciali, fino ai collegamenti marittimi con le Isole Eolie, uno dei principali poli turistici del Mezzogiorno.

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