Pozzallo, intervento della Capitaneria salva 46 migranti: il sindaco protesta sulla gestione degli sbarchi

Intervento della Capitaneria di Porto a 60 miglia dalla Sicilia: a bordo del gruppo migranti provenienti da Bangladesh ed Egitto

Nuovo intervento di soccorso nel Canale di Sicilia. Nella notte una motovedetta della Capitaneria di Porto ha raggiunto un’imbarcazione in difficoltà a circa 60 miglia dalla costa di Pozzallo, mettendo in salvo 46 migranti di nazionalità bengalese ed egiziana.

Il gruppo è stato successivamente trasferito verso le strutture di accoglienza previste per le procedure di identificazione e assistenza.

La notizia è stata comunicata dal sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna, che ha colto l’occasione per tornare a parlare del tema della gestione degli sbarchi e del ruolo dei Comuni di frontiera nell’accoglienza.

Ammatuna: “I Comuni sede di sbarco lasciati soli”

Il primo cittadino ha espresso preoccupazione per il carico organizzativo ed economico che grava sulle amministrazioni locali chiamate a gestire le fasi successive agli arrivi.

Ammatuna ha ricordato come, anche dopo recenti eventi istituzionali dedicati al tema delle migrazioni, il dibattito continui a essere segnato da forti contrapposizioni.

Secondo il sindaco, da un lato vengono introdotte nuove regole e responsabilità per i territori interessati dagli sbarchi, dall’altro non sempre arriverebbero risorse e strumenti adeguati per affrontare l’emergenza.

La polemica sulle nuove norme e sul ruolo delle Ong

Nel suo intervento il sindaco di Pozzallo ha fatto riferimento anche alle conseguenze del decreto Piantedosi e alle nuove disposizioni europee in materia di asilo e immigrazione.

Ammatuna ha citato il caso della Ong Trotamar, destinataria di un provvedimento di fermo amministrativo e di una sanzione economica dopo un’operazione di soccorso in mare, sottolineando la propria contrarietà rispetto ad alcune misure adottate nei confronti delle organizzazioni impegnate nei salvataggi.

Il primo cittadino ha inoltre evidenziato l’obbligo per i Comuni sede di sbarco di garantire, attraverso il proprio personale, attività di supporto durante le procedure di screening e tutela dei minori stranieri non accompagnati.

Pozzallo: “Garantiamo servizi anche a nostre spese”

Secondo Ammatuna, il Comune di Pozzallo continua a garantire la propria presenza nell’area portuale e nell’Hotspot, mettendo a disposizione anche personale specializzato come gli assistenti sociali.

Una situazione che, a suo giudizio, rappresenterebbe un impegno significativo per le casse comunali, mentre i finanziamenti destinati a sostenere i territori coinvolti negli sbarchi non sarebbero distribuiti in modo equo.

«Pozzallo rappresenta uno dei principali avamposti della Sicilia dopo Lampedusa, ma troppo spesso viene lasciata sola nella gestione di una problematica complessa», ha dichiarato il sindaco.

L’attacco alla Regione: “Serve maggiore attenzione”

Nel suo sfogo Ammatuna ha rivolto critiche anche alla Regione Siciliana, sostenendo che le istituzioni regionali dovrebbero prestare maggiore attenzione ai centri che quotidianamente affrontano il fenomeno migratorio.

Il sindaco ha lamentato, in particolare, la mancata visita agli hotspot presenti nel territorio da parte del presidente della Regione Renato Schifani, nonostante la loro rilevanza sotto il profilo umanitario e organizzativo.

«Su un tema così delicato – ha concluso Ammatuna – non si può assistere al prevalere dell’ipocrisia rispetto alle reali difficoltà affrontate dai territori».

Scopri di più da Le Cronache Dei Siciliani

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere