WASHINGTON DC – Il presidente americano Donald Trump alza il livello dello scontro con l’Iran e lancia un avvertimento diretto a Teheran: in caso di un tentativo di assassinio nei suoi confronti, gli Stati Uniti sarebbero pronti a una risposta militare devastante.
Il presidente americano ha affidato il suo messaggio a Truth Social, sostenendo che l’Iran avrebbe più volte minacciato la sua vita e assicurando che l’amministrazione statunitense ha già predisposto un piano di reazione.
“Gli ordini sono già stati dati e l’esercito americano è pronto”, ha scritto Trump, spiegando che Washington dispone delle capacità necessarie per colpire duramente la Repubblica islamica qualora venisse compiuto un attacco contro il presidente degli Stati Uniti.
Trump: “Migliaia di missili pronti contro l’Iran”
Nel suo intervento, il presidente americano ha parlato di una risposta senza precedenti nel caso in cui Teheran dovesse tentare di organizzare un attentato contro di lui.
Trump ha dichiarato che migliaia di missili sarebbero pronti a essere utilizzati contro obiettivi iraniani, aggiungendo che le forze armate statunitensi sarebbero in grado di condurre un’operazione prolungata nel tempo per colpire infrastrutture e capacità militari del Paese.
La dichiarazione arriva in un momento di massima tensione nei rapporti tra Washington e Teheran, dopo mesi di scontro diretto e accuse reciproche.
La risposta dopo le accuse contro Teheran
Le parole di Trump arrivano dopo le dichiarazioni della leadership iraniana legate alla morte dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso durante i raid aerei congiunti Usa-Israele del 28 febbraio.
Durante le esequie, il nuovo leader iraniano Mojtaba Khamenei ha promesso una risposta contro quelli che ha definito i responsabili dell’uccisione del padre e degli altri caduti nei conflitti.
“Ci impegniamo a vendicare il sangue del leader martire e di tutti i martiri”, ha affermato Mojtaba Khamenei, definendo la vendetta una richiesta della nazione iraniana.
Parole che hanno ulteriormente irrigidito il confronto con Washington e alimentato i timori di una nuova escalation nella regione.
Il presidente Usa: “Continuiamo i colloqui, ma il cessate il fuoco è finito”
Nonostante il durissimo avvertimento rivolto a Teheran, Trump ha confermato che il canale diplomatico resta aperto. Secondo quanto dichiarato dal presidente americano, l’Iran avrebbe chiesto di proseguire i colloqui e gli Stati Uniti avrebbero accettato di continuare il confronto.
Allo stesso tempo, però, Trump ha chiarito che il precedente cessate il fuoco non è più considerato in vigore, ribadendo che Washington non intende allentare la pressione sull’Iran.
La strategia della Casa Bianca appare quindi basata su una doppia linea: disponibilità al negoziato, ma con una forte minaccia militare sullo sfondo.
Il nodo dello Stretto di Hormuz e i negoziati in Oman
Tra i principali punti del confronto resta lo Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio mondiale di energia. Gli Stati Uniti chiedono a Teheran garanzie sulla libera navigazione e sulla fine delle azioni contro le navi nella regione, mentre l’Iran continua a rivendicare un ruolo centrale nella gestione dell’area.
Parallelamente proseguono i contatti diplomatici in Oman, dove sono attesi nuovi colloqui tra le parti. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha ribadito la posizione di Teheran, accusando Washington di non aver rispettato gli impegni precedenti e sostenendo che l’Iran avrebbe invece mantenuto la parola data.
Washington e Teheran sull’orlo di un nuovo scontro
La nuova uscita di Trump aumenta dunque la pressione su un rapporto già profondamente deteriorato. Il presidente americano punta a utilizzare la minaccia di una risposta militare come strumento di deterrenza, ma il rischio è che una nuova provocazione o un errore di calcolo possano trasformare lo scontro verbale in una crisi ancora più ampia.
Per ora resta aperta la strada della diplomazia, ma il messaggio arrivato dalla Casa Bianca è netto: un eventuale attacco contro il presidente degli Stati Uniti provocherebbe una reazione americana di proporzioni enormi.

