WASHINGTON DC – L’Argentina è in semifinale ai Mondiali 2026, ma per conquistare il pass tra le migliori quattro del torneo ha dovuto faticare ben oltre le aspettative. La squadra di Lionel Scaloni supera 3-1 la Svizzera dopo i tempi supplementari, al termine di una partita molto più complicata di quanto racconti il punteggio finale. Dopo il vantaggio iniziale firmato da Alexis Mac Allister, gli elvetici hanno dominato lunghi tratti dell’incontro trovando il meritato pareggio con Dan Ndoye. L’espulsione di Breel Embolo ha però cambiato l’inerzia della gara, permettendo alla Selección di sfruttare la superiorità numerica fino alla magia di Julián Alvarez e al sigillo finale di Lautaro Martinez.
Ad attendere l’Albiceleste ci sarà ora una semifinale dal sapore storico contro l’Inghilterra, in programma il 15 luglio, una sfida che riporta inevitabilmente alla memoria il celebre quarto di finale del Mondiale 1986, passato alla storia per la “Mano de Dios” di Diego Armando Maradona e per quello che molti considerano ancora oggi il gol più bello mai segnato in una Coppa del Mondo.
L’Argentina passa subito, ma è la Svizzera a fare la partita
L’approccio migliore è quello della Svizzera di Murat Yakin, che prende immediatamente il controllo del possesso e costringe l’Argentina ad abbassarsi. Nonostante un avvio poco brillante, la Selección trova comunque il vantaggio alla prima vera occasione. Al 10′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Lionel Messi, Alexis Mac Allister svetta più in alto di tutti e di testa supera Gregor Kobel, firmando l’1-0.
Il gol non cambia però l’inerzia della gara. Gli svizzeri continuano a gestire il pallone con personalità e al 20′ sfiorano subito il pareggio con Djibril Sow, trovando la pronta risposta di Emiliano Martinez. La formazione elvetica mantiene il controllo del gioco fino all’intervallo, mentre l’Argentina fatica a costruire azioni manovrate e vive soprattutto delle giocate dei suoi uomini di maggiore qualità.
Ndoye firma il pari, poi l’espulsione di Embolo cambia tutto
La ripresa si apre sulla stessa falsariga del primo tempo, con la Svizzera più brillante nella circolazione del pallone.
Dopo una prima occasione costruita da Ndoye, al 68′ arriva il meritato pareggio. L’esterno svizzero conclude una bella combinazione con Ricardo Rodriguez, supera Martinez e realizza l’1-1 che premia la prestazione degli elvetici.
Un minuto più tardi arriva però l’episodio destinato a cambiare completamente la partita.
Su un contrasto con Leandro Paredes, Breel Embolo cade in area reclamando un calcio di rigore. L’arbitro portoghese João Pinheiro ammonisce inizialmente il centrocampista argentino, ma viene richiamato dal VAR. Dopo la revisione delle immagini, il direttore di gara giudica evidente la simulazione dell’attaccante svizzero, annulla il cartellino a Paredes e mostra il secondo giallo proprio a Embolo, già ammonito nel primo tempo, lasciando così la Svizzera in inferiorità numerica.
Messi e Mac Allister sfiorano il gol, ma servono i supplementari
Con un uomo in più, l’Argentina aumenta il ritmo e costringe la Svizzera nella propria metà campo. All’89’ Mac Allister sfiora la doppietta con un colpo di testa che termina di poco a lato, mentre nei minuti di recupero è Lionel Messi ad andare vicinissimo al gol vittoria con una conclusione che sfila a pochi centimetri dal palo. La difesa svizzera, guidata da un attento Kobel, resiste però fino al triplice fischio, trascinando la sfida ai tempi supplementari.
La magia di Alvarez evita i rigori
I supplementari sono caratterizzati da grande tensione e da ritmi inevitabilmente più bassi. Quando tutto sembra indirizzato verso la lotteria dei calci di rigore, sale in cattedra Julián Alvarez. Al 112′, l’attaccante argentino riceve palla al limite dell’area e lascia partire uno splendido destro a giro che si infila all’angolino, battendo Kobel e facendo esplodere la gioia dei tifosi argentini. Con la Svizzera ormai sbilanciata nel tentativo disperato di pareggiare, arriva anche il definitivo 3-1. Al 121′, in pieno recupero del secondo tempo supplementare, Lautaro Martinez chiude definitivamente la qualificazione con un preciso diagonale.
Adesso la storica sfida con l’Inghilterra
L‘Argentina conquista così la semifinale del Mondiale 2026, ma la prestazione offerta contro la Svizzera lascia più di un interrogativo. La formazione di Scaloni ha sofferto per lunghi tratti il dinamismo e l’organizzazione degli elvetici, riuscendo a prevalere soprattutto grazie alla qualità dei propri campioni e alla superiorità numerica maturata nella seconda parte dell’incontro.
Adesso il livello si alza ulteriormente. Il 15 luglio l’Albiceleste affronterà l’Inghilterra di Harry Kane e dello straordinario Jude Bellingham, protagonista di quattro reti nelle ultime due partite. Sarà una semifinale che profuma di storia, destinata inevitabilmente a riaccendere il ricordo di una delle rivalità più iconiche del calcio mondiale, a quarant’anni dall’indimenticabile sfida di Città del Messico del 1986.

