La vicenda della giovane famiglia di Milazzo rimasta senza un’abitazione sembra aver trovato un primo importante punto di svolta. Dopo giorni di forte preoccupazione e di appelli pubblici, la coppia composta da due giovani genitori, rispettivamente di 30 e 28 anni, insieme ai loro tre figli minori, ha finalmente ottenuto una sistemazione temporanea grazie all’intervento del Comune.
Si tratta di una soluzione che consente alla famiglia di affrontare l’emergenza con maggiore serenità , pur nella consapevolezza che il percorso verso una sistemazione definitiva è ancora tutto da costruire.
L’intervento dei servizi sociali e la ricostruzione del Comune
Sulla vicenda è intervenuta direttamente l’Amministrazione comunale, che ha voluto chiarire come si siano svolti i fatti dopo la richiesta di aiuto presentata dalla famiglia.
Secondo quanto spiegato dal sindaco Pippo Midili, il nucleo familiare è stato preso in carico dai Servizi Sociali fin dal primo contatto con gli uffici comunali. Gli operatori hanno immediatamente avviato un percorso di sostegno coinvolgendo lo staff multidisciplinare, con l’obiettivo di individuare una risposta concreta all’emergenza abitativa.
La prima proposta formulata dal Comune prevedeva il trasferimento presso la Stazione di Posta di Milazzo, struttura destinata ad accogliere temporaneamente persone e famiglie che vivono situazioni di particolare fragilità .
La famiglia ha accettato la sistemazione temporanea
In un primo momento la coppia aveva scelto di non usufruire dell’alloggio messo a disposizione dall’Amministrazione.
Nei giorni successivi, tuttavia, la situazione è cambiata e la famiglia ha deciso di accettare la proposta. Oggi i cinque componenti del nucleo sono ospitati nella struttura comunale, dove possono contare sull’assistenza degli operatori sociali e su un percorso di accompagnamento pensato per favorire il superamento della fase di emergenza.
La sistemazione rappresenta una risposta immediata a un problema che aveva destato forte preoccupazione nella comunità cittadina.
La replica alle accuse di mancata assistenza
Il caso era stato portato all’attenzione pubblica dall’associazione “Esseri Uguali”, presieduta da Saverio Todaro, che aveva denunciato una situazione di grave disagio sostenendo che la famiglia fosse stata costretta a vivere all’interno della propria automobile e chiedendo l’intervento della Prefettura, del Garante regionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, dell’Asp e dei rappresentanti istituzionali del territorio.
L’Amministrazione comunale respinge però con decisione l’accusa di inerzia, sostenendo che gli uffici abbiano seguito il nucleo familiare fin dall’inizio e che ogni intervento sia stato attivato nel più breve tempo possibile.
Il chiarimento sull’Assegno di Inclusione
Palazzo dell’Aquila ha inoltre precisato alcuni aspetti riguardanti la situazione economica della famiglia.
Secondo quanto riferito, il nucleo non avrebbe perso il diritto all’Assegno di Inclusione. La temporanea mancata erogazione del contributo sarebbe infatti collegata esclusivamente alle procedure amministrative di rinnovo previste dalla normativa e non a una revoca del beneficio.
Lo stop riguarderebbe soltanto il mese in corso e, una volta completato l’iter burocratico, il sostegno economico dovrebbe essere ripristinato regolarmente. L’Amministrazione evidenzia inoltre che il contributo percepito dalla famiglia consentirebbe di affrontare sia le spese quotidiane sia il pagamento di un regolare canone di locazione.
L’obiettivo resta una casa stabile
Nonostante l’emergenza sia stata affrontata con una sistemazione provvisoria, la vicenda è tutt’altro che conclusa.
La presenza di tre bambini, di cui due in tenerissima età , rende infatti prioritario individuare una soluzione abitativa stabile che possa garantire continuità , sicurezza e serenità all’intero nucleo familiare.
La coppia continua a chiedere un alloggio definitivo nel quale poter ricostruire la propria quotidianità e offrire ai figli un contesto di vita adeguato. La sistemazione attuale rappresenta un importante passo avanti rispetto ai giorni scorsi, ma resta una risposta temporanea in attesa di una soluzione capace di assicurare un futuro più stabile alla famiglia.

