Dopo settimane dalla definizione della sentenza, Giuseppe Guttadauro è tornato in libertà. Il nome storico di Cosa nostra palermitana, conosciuto negli ambienti investigativi con il soprannome di “il dottore”, ha terminato di scontare la pena dopo la condanna diventata definitiva lo scorso 22 maggio.
La notizia della scarcerazione è emersa soltanto nelle ultime ore. Guttadauro, considerando anche il periodo già trascorso in carcere, ha concluso il percorso detentivo relativo alla condanna ricevuta. Rimane invece dietro le sbarre il figlio Mario Carlo Guttadauro, condannato in via definitiva a otto anni di reclusione.
L’arresto nell’inchiesta sulla famiglia mafiosa di Roccella
La vicenda giudiziaria nasce dall’inchiesta che nel febbraio del 2022 portò all’arresto di padre e figlio nell’ambito delle indagini sulla famiglia mafiosa di Roccella, ritenuta articolazione del mandamento Brancaccio-Ciaculli, con collegamenti e interessi anche nell’area di Bagheria.
A Giuseppe Guttadauro è stata inflitta una condanna a cinque anni di reclusione, applicata in continuazione con una precedente sentenza per associazione mafiosa.
Il calcolo della pena è stato influenzato anche dai periodi già trascorsi in detenzione, elemento che ha consentito all’ex medico di completare la condanna e ottenere la scarcerazione.
Il profilo del “dottore” della mafia palermitana
Medico chirurgo ed ex primario dell’ospedale Civico di Palermo, Giuseppe Guttadauro è stato per lungo tempo considerato una figura di rilievo negli equilibri di Cosa nostra cittadina.
Il suo nome era già emerso negli anni Duemila nell’ambito di una delicata indagine che aveva portato alla luce una presunta rete di informazioni riservate all’interno degli uffici giudiziari palermitani. Un’inchiesta che aveva avuto anche collegamenti con la vicenda giudiziaria dell’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro.
Dopo una lunga permanenza in carcere, Guttadauro si era trasferito a Roma, ma secondo le ricostruzioni degli investigatori i rapporti con gli ambienti mafiosi siciliani non si sarebbero mai interrotti.
Il ruolo del figlio e i contatti con Cosa nostra
Le più recenti indagini hanno ricostruito una rete di rapporti nella quale il figlio Mario Carlo Guttadauro avrebbe avuto un ruolo operativo, fungendo da collegamento per la trasmissione di comunicazioni e indicazioni tra diversi esponenti dell’organizzazione mafiosa palermitana.
Secondo gli investigatori, proprio attraverso questa rete di relazioni sarebbe emersa la capacità del gruppo di mantenere contatti e canali di comunicazione nonostante le restrizioni giudiziarie.
Il legame familiare con Matteo Messina Denaro
La figura di Giuseppe Guttadauro è inoltre legata a doppio filo alla famiglia del boss di Castelvetrano Matteo Messina Denaro.
Guttadauro è infatti fratello di Filippo Guttadauro, marito di Rosalia Messina Denaro, sorella del capomafia arrestato nel gennaio 2023 dopo quasi trent’anni di latitanza.
Un intreccio familiare che è tornato al centro dell’attenzione investigativa anche dopo il ritrovamento dei cosiddetti pizzini riconducibili a Matteo Messina Denaro. In alcuni messaggi il boss faceva riferimento proprio a Giuseppe Guttadauro, indicato con il soprannome di “Mela”, chiedendo informazioni sulla sua presenza e sui suoi spostamenti.
Un nome storico che torna al centro dell’attenzione
Con la scarcerazione di Giuseppe Guttadauro torna alla ribalta una delle figure più note della storia recente di Cosa nostra palermitana.
Nel frattempo, le indagini della Direzione distrettuale antimafia proseguono per ricostruire la rete di rapporti, parentele e collegamenti che nel corso degli anni ha unito diversi ambienti mafiosi tra Palermo e Castelvetrano.

