Mistretta, scoperto un arsenale nascosto tra le rocce: sequestrate granate e oltre 1800 munizioni, arrestato un 37enne

L’operazione dei Carabinieri ha portato al recupero di esplosivi da guerra e migliaia di munizioni occultati in un’area rurale. L’uomo, dopo il carcere, si trova ora agli arresti domiciliari

Un’operazione condotta dai Carabinieri della Compagnia di Mistretta, con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia”, ha portato alla scoperta di un vero e proprio arsenale militare nascosto in una zona rurale del Messinese. Al termine dell’intervento è stato arrestato un 37enne del posto, già conosciuto dalle forze dell’ordine, accusato di detenzione illegale di munizioni ed esplosivi da guerra.

L’attività rientrava in un più ampio servizio di controllo del territorio disposto nelle aree interne, svolto anche con il supporto di un elicottero del 12° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Catania Fontanarossa.

Granate e migliaia di munizioni nascoste in un anfratto

Durante una perquisizione eseguita in un terreno e in un casolare riconducibili all’indagato, individuato mentre stava accudendo alcuni capi di bestiame, i militari hanno rinvenuto un deposito clandestino accuratamente occultato all’interno di una cavità naturale ricavata nel costone roccioso.

Il sequestro ha riguardato 13 granate da mortaiocirca 1.800 munizioni di diverso calibro e 21 piastrine di caricamento per mitragliatrice. Tutto il materiale era conservato in contenitori di plastica appositamente predisposti per proteggerlo dagli agenti atmosferici e renderne difficile l’individuazione.

Secondo i primi accertamenti, le granate, contenenti tritolo, risultavano ancora efficienti e potenzialmente utilizzabili. Gli ordigni, appartenenti a dotazioni militari impiegate fino agli anni Cinquanta, erano stati sigillati all’interno di tubi in plastica di recente realizzazione.

Gli artificieri mettono in sicurezza l’arsenale

L’intervento degli artificieri antisabotaggio del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo ha consentito di mettere in sicurezza gli ordigni senza rischi per la popolazione.

Successivamente, tutto il materiale è stato trasferito ai laboratori del RIS di Messina, dove sarà sottoposto ad approfonditi esami scientifici. Gli specialisti analizzeranno eventuali tracce biologiche, impronte digitali e altri elementi utili per ricostruire la provenienza dell’arsenale e individuare eventuali persone che, nel corso degli anni, possano averne avuto la disponibilità.

Dal carcere ai domiciliari dopo il Riesame

Dopo l’arresto, il 37enne era stato condotto nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, misura successivamente convalidata dal GIP del Tribunale di Patti.

In seguito alla decisione del Tribunale del Riesame di Messina, la misura cautelare è stata attenuata con la concessione degli arresti domiciliari. I giudici hanno comunque confermato il quadro accusatorio, ritenendo che l’uomo avesse la concreta disponibilità e la custodia dell’arsenale rinvenuto dagli investigatori.

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