Le forze armate degli Stati Uniti hanno condotto una nuova serie di operazioni militari contro obiettivi iraniani, segnando la settima notte consecutiva di attacchi. Lo ha comunicato il Comando Centrale americano (Centcom) attraverso un messaggio pubblicato sui propri canali ufficiali.
Secondo quanto riferito dalle autorità militari statunitensi, le operazioni hanno riguardato strutture di sorveglianza, infrastrutture logistiche, depositi sotterranei di armamenti e capacità navali iraniane.
Per gli attacchi sarebbero stati utilizzati diversi asset militari, tra cui aerei da combattimento, droni e unità navali, nell’ambito della strategia americana volta a mantenere la pressione su Teheran.
Il Centcom ha inoltre ribadito che Washington continuerà ad applicare il blocco navale nei confronti dei porti iraniani, sostenendo che l’obiettivo sia contrastare le attività ritenute destabilizzanti da parte della Repubblica islamica.
Oltre 50 mila militari Usa schierati in Medio Oriente
Il Comando Centrale ha reso noto che più di 50 mila soldati americani sono attualmente operativi nell’area mediorientale, pronti a intervenire in caso di ulteriori escalation.
“Vigili, letali e pronti”: è il messaggio diffuso dal Centcom, che ha sottolineato il livello di allerta mantenuto dalle forze statunitensi mentre proseguono le operazioni marittime.
Secondo la ricostruzione fornita dall’esercito americano, nei primi giorni della nuova fase del blocco navale sarebbero state controllate diverse navi commerciali: alcune sarebbero state deviate, una fermata e un’altra sottoposta a ispezione per verificare il rispetto delle disposizioni imposte.
Smentita Usa sulle petroliere esplose nello Stretto di Hormuz
Il Centcom ha inoltre respinto le accuse diffuse dalla Guardia Rivoluzionaria iraniana (IRGC) secondo cui due petroliere sarebbero esplose nello Stretto di Hormuz dopo aver urtato mine lungo una rotta internazionale.
Le autorità militari americane hanno definito la ricostruzione iraniana “falsa”, accusando l’IRGC di diffondere informazioni non corrispondenti alla realtà.
Lo Stretto di Hormuz resta uno dei principali punti di tensione del confronto tra Washington e Teheran, vista la sua importanza strategica per il commercio energetico mondiale.
Teheran rivendica attacchi contro basi americane nella regione
Parallelamente, l’Iran ha annunciato di aver condotto operazioni contro obiettivi collegati alla presenza militare statunitense in Medio Oriente.
Secondo quanto riportato dai media iraniani e internazionali, sarebbero state prese di mira una base utilizzata dagli Stati Uniti in Bahrein e altre strutture americane situate in Giordania e Kuwait.
Le autorità locali hanno fatto scattare sistemi di allerta e sirene di emergenza in seguito agli attacchi, mentre cresce il timore di un ulteriore allargamento del conflitto.
I Pasdaran minacciano nuove ritorsioni contro Washington
La Guardia Rivoluzionaria iraniana ha dichiarato che, in assenza di un intervento internazionale per fermare quelle che definisce “azioni aggressive” degli Stati Uniti, Teheran continuerà a rispondere.
In una nota diffusa dai media statali iraniani, i Pasdaran hanno affermato che il Paese agirà secondo il principio della “risposta proporzionata” alle azioni subite.
Lo scontro tra Washington e Teheran entra così in una nuova fase, con operazioni militari quotidiane, tensioni sul fronte marittimo e il rischio di un’ulteriore escalation regionale.

