La vicenda della morte di Abderrahim Fakir a Bologna continua a suscitare reazioni politiche. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni è intervenuta sulla questione ribadendo la necessità di fare piena luce sull’accaduto e di verificare ogni eventuale responsabilità.
“Quanto accaduto deve essere chiarito fino in fondo”, ha affermato Meloni, sottolineando che gli accertamenti dovranno essere condotti con il massimo rigore e senza condizionamenti.
Secondo la premier, però, la ricerca della verità non può trasformarsi in una giustificazione per episodi di violenza contro le forze dell’ordine.
La premier condanna gli scontri: “Nessuna giustificazione per chi aggredisce gli agenti”
Nel suo intervento, Meloni ha criticato chi avrebbe utilizzato la vicenda come occasione per alimentare tensioni e disordini in città.
La presidente del Consiglio ha evidenziato che eventuali manifestazioni di protesta non possono sfociare in aggressioni agli agenti, danneggiamenti o situazioni di pericolo per cittadini estranei agli scontri.
Secondo Meloni, colpire le forze dell’ordine significa attaccare persone impegnate quotidianamente nel garantire sicurezza e tutela dei cittadini.
Salvini: “Inaccettabile alimentare odio contro chi indossa una divisa”
Sulla stessa linea il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha denunciato il rischio di un clima di crescente ostilità nei confronti delle forze dell’ordine.
Intervenendo durante una cerimonia per il 161° anniversario del Corpo delle Capitanerie di Porto, Salvini ha invitato la politica a non trasformare la vicenda in uno strumento di contrapposizione.
Secondo il leader della Lega, eventuali responsabilità dovranno essere stabilite esclusivamente dagli organi competenti, lasciando alla magistratura il compito di ricostruire quanto accaduto.
L’appello: “La giustizia faccia il suo corso senza processi nelle piazze”
Salvini ha inoltre richiamato alla responsabilità istituzioni e partiti, chiedendo di evitare campagne di delegittimazione nei confronti di chi opera nelle forze dell’ordine, nelle forze armate e nei servizi di emergenza.
Il vicepremier ha ribadito che il confronto politico deve restare distinto dall’azione della magistratura e che la ricerca della verità non deve sfociare in forme di protesta capaci di alimentare ulteriori tensioni sociali.

