Iran-Usa, nuovi raid e tensione alle stelle. Rubio: “Pronti al dialogo, ma Hormuz non può diventare ostaggio di Teheran”

L’escalation in Medio Oriente si intensifica dopo gli attacchi in territorio iraniano e le nuove minacce tra Washington e Teheran. Rubio ribadisce l’apertura al dialogo, ma avverte: “Ci saranno conseguenze se gli impegni non saranno rispettati”

WASHINGTON DC – La crisi tra Stati Uniti e Iran registra una nuova fase di forte tensione. Due violente esplosioni sono state segnalate nella provincia di Bushehr, nel sud della Repubblica Islamica, dopo un presunto attacco americano. A riferirlo è l’agenzia iraniana Fars, che cita fonti locali.

Secondo le autorità della provincia, i raid avrebbero interessato le aree di Bushehr e Dashti, senza provocare al momento vittime. Un altro attacco statunitense sarebbe stato condotto contro la città di Jowar, nella provincia occidentale di Ilam.

Gli episodi si inseriscono in un quadro di crescente confronto dopo le recenti minacce iraniane di colpire obiettivi statunitensi e dei Paesi alleati nel caso di nuovi attacchi contro le strutture strategiche della Repubblica Islamica.

Kuwait, intercettati droni provenienti dall’Iran

L’allerta si è estesa anche al Golfo. Le forze armate del Kuwait hanno annunciato l’attivazione dei sistemi di difesa aerea per intercettare droni ostili provenienti dall’Iran.

Secondo il comunicato diffuso dall’esercito kuwaitiano, le batterie antiaeree sono entrate in azione dopo aver individuato i velivoli senza pilota nello spazio aereo nazionale. I boati avvertiti in diverse zone del Paese sarebbero collegati proprio alle operazioni di intercettazione.

Al momento non sono stati comunicati il numero dei droni coinvolti né eventuali danni o vittime.

Giordania, sei missili iraniani: quattro abbattuti dai sistemi di difesa

Anche la Giordania ha annunciato di essere stata coinvolta nelle tensioni regionali. Secondo quanto riferito dalle forze armate di Amman, sei missili sarebbero stati lanciati dall’Iran verso il territorio giordano.

I sistemi di difesa aerea hanno intercettato quattro ordigni, mentre gli altri due avrebbero raggiunto zone remote e prive di insediamenti. Le autorità locali hanno precisato che non si registrano feriti né danni materiali.

L’episodio conferma il rischio di un allargamento del conflitto a nuovi Paesi dell’area.

Rubio: “Gli Usa aperti al dialogo, ma difenderemo i nostri interessi”

Mentre cresce la pressione militare, Washington ribadisce di non aver chiuso la porta alla diplomazia.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio, intervenendo durante un incontro con l’Asean a Manila, ha dichiarato che gli Stati Uniti restano disponibili a un confronto negoziale con Teheran, ma solo a condizione che gli accordi vengano rispettati.

Secondo Rubio, il problema principale riguarda il comportamento iraniano e il mancato rispetto degli impegni presi nei precedenti colloqui.

“Gli Stati Uniti sono sempre impegnati nella diplomazia e disponibili a soluzioni negoziate”, ha affermato il capo della diplomazia americana, aggiungendo però che Washington agirà per proteggere i propri interessi e quelli degli alleati.

Lo Stretto di Hormuz al centro dello scontro

Uno dei punti più delicati resta lo Stretto di Hormuz, snodo strategico attraverso cui transita una quota rilevante del commercio energetico mondiale.

Rubio ha definito “pericoloso” qualsiasi tentativo di consentire a uno Stato di controllare unilateralmente una rotta marittima internazionale, imponendo restrizioni o condizioni sul passaggio delle navi.

Secondo il segretario di Stato americano, la questione non riguarda soltanto la regione mediorientale, ma un principio globale: la libertà di navigazione.

“Se un precedente simile venisse accettato, potrebbe ripetersi in altre parti del mondo”, ha spiegato Rubio, avvertendo che il mancato rispetto degli impegni da parte iraniana porterà a nuove conseguenze.

Teheran respinge le accuse francesi sui diplomatici

Sul fronte diplomatico, l’Iran ha inoltre respinto le accuse della Francia relative al presunto trattamento riservato a due funzionari dell’ambasciata francese a Teheran.

Il ministero degli Esteri iraniano ha definito prive di fondamento le dichiarazioni del ministro francese Jean-Noël Barrot, che aveva denunciato episodi di intimidazione e violenze ai danni dei diplomatici.

Secondo Parigi, i due funzionari sarebbero stati fermati e trattenuti per alcune ore dalle autorità iraniane, con uno di loro che avrebbe subito anche un’aggressione fisica.

Teheran ha negato ogni comportamento illecito, mentre il governo francese ha espresso solidarietà ai propri rappresentanti e chiesto chiarimenti sull’accaduto.

La crisi rischia di allargarsi

La nuova escalation tra Stati Uniti e Iran aumenta così il rischio di un coinvolgimento diretto di altri Paesi del Medio Oriente. Tra attacchi, intercettazioni e tensioni diplomatiche, il fronte regionale resta in equilibrio precario, mentre la comunità internazionale osserva con attenzione le prossime mosse di Washington e Teheran.

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