Tajani dopo il vertice Nato di Ankara: “Alleanza unita contro le crisi globali, Italia protagonista nella sicurezza europea”

Il ministro degli Esteri in Parlamento ribadisce il legame strategico tra Europa e Stati Uniti e indica nella difesa comune una priorità per affrontare le nuove sfide geopolitiche, dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente

Il vertice della Nato ad Ankara rappresenta un passaggio fondamentale per il futuro dell’Alleanza Atlantica, secondo il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto in audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa di Camera e Senato.

Per il titolare della Farnesina, l’incontro ha avuto il merito di riaffermare la coesione tra gli alleati in una fase internazionale caratterizzata da instabilità e crisi multiple. Tajani ha sottolineato come l’attenzione non debba concentrarsi soltanto sulle singole dichiarazioni politiche, ma sulla capacità complessiva dell’Occidente di mantenere una posizione comune.

“L’unità dell’Alleanza è la condizione necessaria per affrontare le sfide che abbiamo davanti”, ha evidenziato il ministro, sottolineando il valore del rapporto tra Europa e Stati Uniti.

“L’amicizia con Washington va oltre i singoli presidenti”

Nel corso dell’intervento Tajani ha ribadito il carattere strategico del legame transatlantico, precisando che il rapporto tra Italia, Europa e Stati Uniti non dipende dalle scelte di un singolo leader politico.

“L’amicizia che ci lega agli Stati Uniti va oltre il singolo presidente e oltre i messaggi sui social”, ha spiegato, richiamando il peso di valori condivisi, relazioni economiche, imprese e legami storici costruiti nel corso dei decenni.

Secondo il ministro, Europa e Stati Uniti rappresentano due elementi inseparabili dello stesso sistema di sicurezza: “L’Europa non può fare a meno degli Stati Uniti e gli Stati Uniti non possono fare a meno dell’Unione europea”.

Dall’Ucraina al Medio Oriente: “Un unico mosaico di instabilità”

Durante l’audizione Tajani ha analizzato il quadro internazionale, definendolo uno scenario segnato da una crescente interconnessione tra crisi diverse.

La guerra russa contro l’Ucraina, le tensioni nel Golfo, l’instabilità del Medio Oriente, le minacce degli Houthi e le difficoltà nell’area del Mediterraneo allargato rappresentano, secondo il ministro, tasselli di un’unica situazione di insicurezza globale.

“Non siamo davanti a crisi separate, ma a un unico mosaico di instabilità che attraversa Africa, Medio Oriente, Mediterraneo ed Europa”, ha spiegato Tajani.

Il ministro ha inoltre evidenziato la necessità strategica di diversificare le rotte di approvvigionamento energetico e garantire l’accesso alle materie prime, un tema diventato ancora più urgente dopo le tensioni nello Stretto di Hormuz.

Difesa europea e spese per la sicurezza: l’obiettivo del 5% del Pil

Tajani ha poi posto l’accento sul rafforzamento del pilastro europeo della Nato, considerato essenziale per aumentare la credibilità della difesa collettiva.

Secondo il ministro, il cambio di prospettiva è già iniziato: non si parla più soltanto di spese militari, ma di investimenti complessivi per la sicurezza nazionale ed europea.

“Abbiamo portato le spese per la sicurezza al 2,8% del Pil e puntiamo al 5% nel prossimo decennio”, ha dichiarato Tajani, precisando che il percorso dovrà avvenire nel rispetto dei vincoli di bilancio e delle prerogative del Parlamento.

L’Italia, ha aggiunto, vuole avere un ruolo centrale nel rafforzamento della capacità europea all’interno della Nato, facendo leva anche sulle competenze delle proprie aziende nel settore della sicurezza e della difesa.

Italia coinvolta nei nuovi accordi industriali Nato

Il ministro degli Esteri ha ricordato inoltre che durante il vertice di Ankara sono stati annunciati accordi industriali tra Paesi alleati per un valore superiore ai 50 miliardi di dollari.

L’Italia, ha spiegato Tajani, sarà coinvolta in diversi progetti con ricadute positive sull’intero comparto industriale nazionale, dai grandi gruppi alle piccole e medie imprese.

Per il governo, il settore della sicurezza rappresenta anche un’opportunità di crescita tecnologica e industriale, oltre che uno strumento per rafforzare il ruolo strategico del Paese.

La nuova coalizione per la difesa antimissile

Nel corso dell’audizione Tajani ha poi illustrato la partecipazione italiana alla nuova iniziativa internazionale sulla difesa contro i missili balistici.

Il progetto, promosso dalla coalizione dei volenterosi, punta a mettere insieme tecnologie, capacità industriali e competenze dei Paesi europei, del Regno Unito e dell’Ucraina per sviluppare una risposta comune più efficace.

L’obiettivo, ha spiegato il ministro, è costruire un sistema di difesa antimissile europeo più integrato, inizialmente a sostegno dell’Ucraina e in prospettiva come strumento di sicurezza per l’intero continente.

Il ruolo dell’Italia negli scenari internazionali

Tajani ha infine rivendicato il ruolo delle forze italiane nelle principali aree di crisi, dall’Africa subsahariana al Corno d’Africa, dai Balcani al Libano fino al Mar Rosso.

Secondo il ministro, l’Italia continuerà a contribuire alla stabilità internazionale attraverso la presenza dei propri militari, la diplomazia e la capacità industriale, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza nazionale e quella dell’intera Alleanza Atlantica.

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