WASHINGTON DC – Un eventuale accordo tra Stati Uniti e Arabia Saudita sul nucleare civile sarà possibile soltanto a una condizione: l’adesione di Riad agli Accordi di Abramo, il processo di normalizzazione dei rapporti diplomatici tra Israele e alcuni Paesi arabi.
A ribadirlo è stata la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt durante il briefing con la stampa, spiegando che l’amministrazione del presidente Donald Trump non è contraria allo sviluppo dell’energia nucleare per scopi pacifici da parte degli alleati, ma considera necessario un parallelo avanzamento sul fronte diplomatico.
“Non ci opponiamo agli impianti nucleari civili, ma questo accordo è subordinato alla condizione che l’Arabia Saudita entri negli Accordi di Abramo”, ha dichiarato Leavitt.
Secondo la portavoce, l’espansione degli accordi di normalizzazione nella regione resta uno degli obiettivi strategici di Trump per favorire maggiore stabilità e sicurezza in Medio Oriente.
L’intesa punta al nucleare pacifico e ai benefici per le aziende Usa
Leavitt ha precisato che il progetto allo studio tra Washington e Riad riguarda esclusivamente lo sviluppo di un programma nucleare civile, senza finalità militari.
L’accordo, ha spiegato, prevederebbe inoltre un ruolo centrale per le imprese statunitensi nel settore energetico saudita, con possibili ricadute positive sull’industria americana.
“L’intesa garantirebbe un accesso prioritario alle aziende americane nel programma energetico dell’Arabia Saudita, creando opportunità per lavoratori, imprese e catene di approvvigionamento degli Stati Uniti”, ha affermato la portavoce.
Il nodo della questione palestinese
Rispondendo alle domande dei giornalisti sul fatto che in passato l’Arabia Saudita abbia collegato la normalizzazione con Israele alla prospettiva della nascita di uno Stato palestinese, Leavitt ha scelto la prudenza.
“Non voglio anticipare il presidente nelle sue conversazioni”, ha dichiarato, evitando di fornire dettagli sulle eventuali trattative in corso tra Washington e Riad.
Il confronto con l’Iran e la posizione americana sul nucleare
Durante il briefing è stato affrontato anche il tema dell’Iran e della differenza di approccio degli Stati Uniti rispetto ai programmi nucleari di Teheran e dell’Arabia Saudita.
Leavitt ha sottolineato che l’accordo con Riad è ancora in fase di definizione e dovrà rispettare precise condizioni. Secondo la portavoce, l’intesa rientra nella linea dell’amministrazione Trump di tutelare gli interessi americani e garantire vantaggi strategici agli Stati Uniti.
Leavitt difende la politica economica di Trump
Nel corso dell’incontro con i giornalisti, la portavoce della Casa Bianca ha poi illustrato i risultati economici attribuiti alle politiche fiscali dell’amministrazione.
Secondo Leavitt, nei primi mesi di applicazione delle misure approvate dalla Casa Bianca, oltre 82 miliardi di dollari di riduzioni fiscali sarebbero tornati a disposizione di famiglie e lavoratori americani.
La portavoce ha citato in particolare gli effetti delle misure riguardanti la cancellazione delle tasse sugli straordinari, gli interventi sulla tassazione della previdenza sociale per gli anziani e l’eliminazione delle imposte sulle mance.
“Non sono soltanto numeri, ma aziende che hanno ritrovato fiducia per investire, crescere e creare posti di lavoro negli Stati Uniti”, ha affermato Leavitt.
Attacco ai democratici e nuova iniziativa sui data center
La portavoce ha inoltre criticato i democratici, accusandoli di aver ostacolato le misure economiche dell’amministrazione.
“Dicono di voler migliorare l’accessibilità economica, ma quando hanno avuto l’opportunità di votare per importanti tagli fiscali destinati alla classe media hanno scelto di non sostenerli”, ha dichiarato.
Sul fronte energetico, Leavitt ha annunciato un nuovo appuntamento del presidente Trump presso la sede dell’Environmental Protection Agency (EPA) dedicato alla “Ratepayer Protection Pledge”, l’iniziativa che punta a evitare che i costi energetici legati alla crescita dei nuovi data center ricadano sulle famiglie americane.
Secondo la Casa Bianca, quasi 200 nuovi soggetti tra aziende energetiche, sviluppatori tecnologici, autorità pubbliche e governatori avrebbero aderito al programma, che coprirebbe circa l’80% dell’energia distribuita a famiglie e imprese negli Stati Uniti.
Shutdown, la Casa Bianca: “Vogliamo mantenere aperto il governo”
In chiusura, Leavitt ha affrontato anche il rischio di un possibile shutdown federale, assicurando che l’amministrazione Trump intende evitare una paralisi delle attività governative.
“Il presidente vuole che il governo resti operativo e continuerà a lavorare con la leadership repubblicana al Congresso”, ha dichiarato la portavoce, accusando allo stesso tempo i democratici di aver adottato in passato una linea di opposizione eccessiva.

