Si restringono ulteriormente i margini per evitare il licenziamento collettivo dei lavoratori ancora in forza al polo industriale Duferco di Giammoro. Secondo quanto illustrato dai vertici della società nel corso di una conferenza stampa ospitata nella sede della Camera di Commercio di Messina, soltanto uno dei 45 dipendenti ancora da ricollocare ha accettato la proposta occupazionale avanzata dall’azienda.
La holding ha spiegato di avere individuato nuove possibilità di impiego in Sicilia per il personale rimasto coinvolto dalla chiusura definitiva dell’attività di laminazione, ma la risposta dei lavoratori è stata quasi del tutto negativa.
Le condizioni offerte ai dipendenti
L’azienda ha illustrato nel dettaglio il contenuto delle proposte formulate. Ai lavoratori veniva garantito un contratto a tempo indeterminato, con inquadramento iniziale al livello C3, oltre a un’indennità di trasferta di circa 1.500 euro netti per le attività da svolgere nei cantieri presenti sul territorio siciliano.
A queste condizioni si aggiungeva anche un incentivo economico all’uscita pari a 3.500 euro per ciascun dipendente. Nonostante ciò, l’adesione è rimasta estremamente limitata. La società ha inoltre reso noto che quattro lavoratori hanno rifiutato anche una proposta di inserimento presso Duferco Terminal Mediterraneo, elemento che, secondo il gruppo, ha reso ancora più complesso completare il piano di ricollocazione.
Il punto sulla riconversione del sito di Giammoro
L’incontro con la stampa è stato anche l’occasione per fare il bilancio del percorso di trasformazione dello stabilimento messinese dopo la definitiva uscita dal settore della laminazione.
La proprietà ha ricordato di aver avviato un importante piano di riconversione industriale che ha modificato radicalmente la funzione del sito produttivo. L’investimento complessivo sfiora i 100 milioni di euro e punta a trasformare l’area in una piattaforma industriale con attività diversificate, superando il tradizionale modello siderurgico.
Alla conferenza erano presenti il presidente di Duferco Antonio Gozzi, insieme al presidente della Camera di Commercio di Messina Ivo Blandina e al presidente di Sicindustria Giuseppe Lupò.
Ottantacinque lavoratori già ricollocati
Nel corso dell’incontro è stato evidenziato come, tra il 2023 e il 2026, siano stati trovati nuovi sbocchi occupazionali per 85 lavoratori, pari a circa il 65% del personale interessato.
Le ricollocazioni sono avvenute sia all’interno del gruppo Duferco sia presso altre aziende operanti nell’area industriale. A queste si sono aggiunti pensionamenti e dimissioni volontarie. Durante questa fase l’azienda ha fatto ricorso agli ammortizzatori sociali, con l’obiettivo di garantire continuità di reddito ai dipendenti coinvolti e accompagnare gradualmente la chiusura dell’attività produttiva.
Dal 9 agosto scatterà la procedura di licenziamento collettivo
La situazione subirà un’accelerazione con la scadenza del contratto di solidarietà prevista per il 9 agosto. Da quel momento, ha confermato l’azienda, prenderà il via la procedura di licenziamento collettivo, prevista dalla legge n. 223 del 1991.
Con la conclusione definitiva della laminazione, ritenuta non più economicamente sostenibile, il sito di Giammoro continuerà comunque a operare sotto il marchio Duferco, ma con una nuova configurazione produttiva legata al progetto di riconversione.
L’azienda: «Disponibili a valutare nuove opportunità »
In conclusione, il presidente Antonio Gozzi ha ribadito che la società non considera chiusa la partita delle ricollocazioni.
«Resta la disponibilità a esaminare ulteriori possibilità occupazionali, compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende coinvolte e con le competenze professionali dei lavoratori interessati», ha dichiarato.
L’obiettivo, ha aggiunto il management, è quello di proseguire il percorso di rilancio del polo industriale di Giammoro, coniugando sviluppo produttivo, tutela sociale e valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio.

