Aggressioni nelle carceri siciliane, allarme della Uil: “Sistema penitenziario sempre più vicino al collasso”

Due poliziotti penitenziari feriti in altrettanti episodi di violenza. Il sindacato denuncia carenze di personale e rischi per la sicurezza degli istituti

Cresce la preoccupazione all’interno degli istituti penitenziari siciliani per il susseguirsi di aggressioni ai danni della Polizia penitenziaria. La Uil lancia l’allarme e denuncia una situazione sempre più difficile da gestire, con conseguenze dirette sulla tutela degli operatori e sulla sicurezza complessiva delle strutture.

Secondo il sindacato, il numero crescente di episodi violenti rischia di compromettere la possibilità di garantire adeguate condizioni di lavoro agli agenti e un efficace controllo all’interno delle carceri.

Due aggressioni in pochi giorni: feriti agenti della Polizia penitenziaria

A ricostruire gli ultimi episodi è Gioacchino Veneziano, responsabile regionale Uil Fp Polizia Penitenziaria Sicilia, che parla di una situazione ormai fuori controllo.

Il primo caso si sarebbe verificato nella mattinata di giovedì, quando un detenuto straniero avrebbe tentato di avvicinarsi con atteggiamento aggressivo al comandante di reparto. A intervenire sarebbe stato un agente della Polizia penitenziaria, che avrebbe cercato di fermare il detenuto venendo però colpito con due pugni al torace. Per il poliziotto si sono rese necessarie le cure mediche, con una prognosi di dieci giorni.

Un secondo episodio sarebbe avvenuto nella serata di venerdì 24 luglio. Un altro agente sarebbe stato aggredito da un detenuto extracomunitario, descritto dal sindacato come autore di frequenti atti di autolesionismo. Anche in questo caso il poliziotto ha dovuto ricorrere all’assistenza sanitaria.

La Uil: “Con queste assenze impossibile garantire tutti i servizi”

Per Veneziano, la continua crescita degli episodi di violenza sta producendo un effetto diretto sull’organizzazione del lavoro negli istituti.

“Con questo ritmo di ferimenti e conseguenti assenze dal servizio – sottolinea il sindacalista – diventa sempre più difficile assicurare la copertura di tutti i posti di servizio”.

Una situazione che, secondo la Uil, rischia di aggravare ulteriormente le criticità già presenti nel sistema penitenziario, riducendo le garanzie per gli operatori e indebolendo i livelli di sicurezza dentro e fuori dagli istituti.

L’allarme sul futuro del sistema minorile

Il sindacato guarda con preoccupazione anche alle recenti modifiche normative sull’imputabilità dei minori tra i 14 e i 18 anni.

Secondo la Uil, un eventuale aumento della presenza di giovani detenuti dovrà essere accompagnato da un potenziamento concreto degli organici della Polizia penitenziaria, oltre che da un rafforzamento delle strutture e delle infrastrutture dedicate.

“Il circuito penale minorile – evidenzia Veneziano – ospita anche detenuti fino ai 25 anni di età e necessita di risorse adeguate per evitare ulteriori tensioni”.

La richiesta del sindacato è quindi quella di intervenire rapidamente con nuovi investimenti e assunzioni, per evitare che le difficoltà già presenti possano trasformarsi in una crisi ancora più profonda del sistema carcerario siciliano.

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