Non si spegne la mobilitazione attorno alla centrale termoelettrica A2A Energiefuture di San Filippo del Mela. Se da una parte è stato revocato lo sciopero dei dipendenti diretti dell’azienda, dall’altra sono stati i lavoratori delle imprese dell’indotto a dare un forte segnale di protesta, fermando le attività per chiedere risposte sul destino dello stabilimento.
La giornata di mobilitazione ha registrato una partecipazione molto elevata, confermando la crescente preoccupazione per il futuro occupazionale dell’area industriale.
Adesione massiccia allo sciopero dell’indotto
Dalle prime ore del mattino i dipendenti delle aziende che operano all’interno della centrale hanno incrociato le braccia aderendo allo sciopero proclamato dalle organizzazioni sindacali.
Al termine dell’astensione dal lavoro, i manifestanti si sono radunati davanti al Palazzo Municipale di Milazzo, dove hanno organizzato un presidio per richiamare l’attenzione delle istituzioni sulla situazione della centrale e sulle conseguenze che la sua chiusura potrebbe avere per centinaia di famiglie del territorio.
Sindacati: «Serve un progetto industriale credibile»
Al centro della vertenza c’è l’assenza di un piano di riconversione capace di garantire la continuità produttiva del sito e di salvaguardare i livelli occupazionali.
Secondo Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, i lavoratori attendono da tempo risposte concrete, ma finora agli annunci non sarebbero seguiti interventi operativi.
Le organizzazioni sindacali sottolineano come negli ultimi anni siano stati presentati diversi progetti per il rilancio dell’area, senza che nessuno sia mai entrato realmente nella fase esecutiva.
Le richieste rivolte alla Regione Siciliana
I rappresentanti dei lavoratori puntano il dito anche contro il mancato avanzamento del confronto istituzionale. In particolare ricordano l’impegno assunto dalla Regione Siciliana per avviare un tavolo dedicato alla vertenza, iniziativa che, secondo i sindacati, non avrebbe ancora prodotto risultati concreti.
Anche gli impegni assunti nell’ambito dei lavori della Commissione Attività Produttive dell’Assemblea Regionale Siciliana sarebbero rimasti, finora, senza un seguito operativo.
Cresce la preoccupazione per il futuro del polo industriale
La vicenda della centrale di San Filippo del Mela continua così a rappresentare uno dei dossier più delicati per il comprensorio di Milazzo.
I lavoratori chiedono tempi certi e un progetto industriale capace di assicurare nuove prospettive occupazionali, evitando che la chiusura dell’impianto si traduca in una pesante crisi economica e sociale per l’intero territorio. La mobilitazione, assicurano i sindacati, proseguirà fino a quando non arriveranno risposte concrete da parte delle istituzioni e dell’azienda.

