Giammoro, futuro dei lavoratori Duferco: assemblea decisiva per i 45 dipendenti senza ricollocazione

Lunedì il confronto con i lavoratori dopo gli ultimi sviluppi sul piano di riconversione. L’azienda conferma la volontà di offrire una nuova opportunità occupazionale prima della scadenza degli ammortizzatori sociali

Si avvicina un passaggio cruciale per il futuro occupazionale dell’ex laminatoio Duferco di GiammoroLunedì Ã¨ infatti in programma l’assemblea dei lavoratori che coinvolgerà i 45 dipendenti ancora in attesa di una ricollocazione dopo la chiusura dell’impianto siderurgico.

L’incontro arriva in un momento particolarmente delicato, a pochi giorni dalla presentazione pubblica del progetto di riconversione industriale illustrato dal presidente del gruppo, Antonio Gozzi, che ha fatto il punto sullo stato di avanzamento degli investimenti destinati all’area industriale del Messinese.

Duferco pronta a presentare nuove proposte di lavoro

L’azienda ha ribadito l’intenzione di garantire una soluzione occupazionale ai lavoratori rimasti coinvolti nella fase di transizione. Nelle prossime settimane saranno infatti avviati colloqui individuali con ciascuno dei 45 dipendenti per presentare formalmente le nuove offerte di impiego.

L’obiettivo è completare questo percorso prima del 9 agosto, data in cui termineranno gli ammortizzatori sociali e prenderà il via la procedura di licenziamento collettivo prevista dalla normativa.

Le opportunità legate alla riconversione industriale

Le nuove possibilità di impiego riguardano soprattutto le attività che nasceranno con il progetto di rilancio dell’area di Giammoro, a partire dal nuovo comparto dedicato al fotovoltaico e agli altri investimenti industriali programmati.

Secondo quanto comunicato dalla società, le assunzioni avverranno con i contratti previsti dai rispettivi settori produttivi e saranno accompagnate da specifici percorsi di formazione professionale, così da agevolare il reinserimento dei lavoratori nelle nuove attività.

La società ha inoltre assicurato di essere disponibile a valutare ulteriori soluzioni occupazionali, compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende coinvolte e con le competenze professionali dei dipendenti interessati.

Un investimento da 100 milioni per il rilancio dell’area

Il piano di sviluppo promosso da Duferco prevede investimenti complessivi per circa 100 milioni di euro, destinati a trasformare l’ex polo siderurgico in una piattaforma industriale e logistica multifunzionale.

L’obiettivo dichiarato è quello di creare nuove opportunità produttive, favorendo la crescita economica dell’area e valorizzando il patrimonio di competenze maturato nel corso degli anni dai lavoratori dello stabilimento.

I sindacati chiedono lavoro stabile e maggiori tutele

Sul progetto resta alta l’attenzione delle organizzazioni sindacali, che chiedono garanzie concrete sul fronte dell’occupazione. Per i rappresentanti dei lavoratori, infatti, il rilancio industriale dovrà tradursi in posti di lavoro stabili, adeguate tutele contrattuali e percorsi di crescita professionale.

Il confronto tra azienda e sindacati prosegue quindi parallelamente alle iniziative legate alla ricollocazione del personale.

Terminal Mediterraneo, al via il confronto sul contratto integrativo

Nel frattempo, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno convocato per il 31 luglio un’assemblea dei lavoratori del Terminal Mediterraneo con l’obiettivo di definire la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto integrativo aziendale di secondo livello.

Tra le priorità indicate dalle organizzazioni sindacali figurano il salario di produttività, la sicurezza sul lavoro, la formazione continua, il welfare aziendale e una migliore organizzazione delle attività.

Secondo il segretario generale della Uiltrasporti MessinaAntonino Di Mento, il rilancio dell’area industriale di Giammoro rappresenta un’importante occasione di sviluppo che dovrà però tradursi in occupazione stabile e nella valorizzazione delle professionalità presenti sul territorio. L’obiettivo del nuovo contratto integrativo sarà quello di accompagnare la crescita del Terminal Mediterraneo, garantendo una più equa redistribuzione dei benefici derivanti dagli investimenti e dal rilancio industriale dell’area.

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