Manca soltanto l’annuncio ufficiale, ma la scelta della Federazione italiana sembra ormai definita: sarà Andrea Pirlo il nuovo commissario tecnico della Nazionale italiana. Dopo il rifiuto di Pep Guardiola, la Figc ha virato sull’ex centrocampista azzurro, individuato come il profilo ideale per aprire una nuova fase e accompagnare il ricambio generazionale della squadra.
L’intesa tra Giovanni Malagò, Paolo Maldini e Leonardo sarebbe stata raggiunta nelle ultime ore. Restano da completare soltanto gli ultimi passaggi formali e burocratici, tra cui la risoluzione del rapporto con lo United FC, club degli Emirati Arabi attualmente allenato da Pirlo.
Contratto quadriennale e obiettivo Mondiale 2030
Pirlo dovrebbe firmare un accordo della durata di quattro anni, con un ingaggio stimato intorno a 1,5 milioni di euro a stagione, una cifra nettamente inferiore rispetto alle ipotesi circolate nei giorni scorsi per un possibile arrivo di Guardiola sulla panchina azzurra.
Il contratto avrebbe come orizzonte principale il Mondiale del 2030, con l’obiettivo di riportare stabilmente l’Italia tra le protagoniste dopo le mancate qualificazioni alle ultime tre edizioni della Coppa del Mondo.
L’ex tecnico di Juventus e Sampdoria si trova attualmente in Europa con lo United FC, impegnato nel ritiro estivo in Austria. Prima di poter iniziare ufficialmente la nuova avventura dovrà quindi completare il passaggio che gli consentirà di liberarsi dagli impegni con il club emiratino.
Il ruolo decisivo di Maldini nella scelta
Alla base della decisione ci sarebbe anche il rapporto consolidato tra Pirlo e Paolo Maldini, che avrebbe sempre considerato l’ex compagno di squadra al Milan un allenatore con caratteristiche adatte per un progetto di lungo periodo.
A convincere la dirigenza sarebbero state anche le esperienze maturate da Pirlo nella crescita dei giovani. Durante la sua esperienza alla Juventus ha lavorato con diversi talenti poi affermatisi nel calcio internazionale, mentre alla Sampdoria ha valorizzato numerosi ragazzi inserendoli in un contesto competitivo.
Tra i giocatori cresciuti sotto la sua gestione figurano elementi come Dejan Kulusevski, Nicolò Fagioli e Radu Dragusin, oltre a giovani lanciati durante l’esperienza blucerchiata come Sebastiano Esposito, Daniele Ghilardi e Giovanni Leoni.
Pirlo chiamato a guidare la nuova generazione azzurra
La scelta dell’ex centrocampista nasce quindi dalla volontà di affidare la Nazionale a un tecnico simbolo della generazione vincente del 2006, ma allo stesso tempo orientato alla costruzione del futuro.
Il compito sarà quello di creare un nuovo gruppo, valorizzare i giovani talenti italiani e riportare entusiasmo attorno agli azzurri dopo anni difficili.
Per Pirlo si tratterebbe della sfida più importante della carriera da allenatore: trasformare il prestigio conquistato da calciatore in un progetto tecnico capace di rilanciare l’Italia sulla scena internazionale.

