WASHINGTON DC – Un momento di forte imbarazzo ha segnato la seconda edizione della cena dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca. A far calare il silenzio nella sala è stata una battuta del presidente Donald Trump sul possibile ricorso a un terzo mandato presidenziale, un’ipotesi vietata dalla Costituzione degli Stati Uniti ma più volte evocata, anche in tono provocatorio, dal tycoon.
L’intervento di Trump, caratterizzato da attacchi alla stampa, critiche agli avversari politici e riferimenti personali a diversi personaggi pubblici, ha raggiunto il momento più controverso quando il presidente ha iniziato a parlare del futuro oltre il secondo mandato.
La battuta sul 2028 e il berretto “Trump 2028”
“Come la mia presidenza, la seconda volta è sempre migliore”, ha affermato Trump davanti alla platea dei corrispondenti, prima di aggiungere che “la terza volta sarà ancora meglio”.
Dopo una pausa, il presidente ha indossato un cappellino rosso con la scritta “Trump 2028” e ha poi precisato: “Sto solo scherzando”. La battuta, però, ha lasciato un clima di sorpresa tra i circa mille presenti, tra giornalisti americani e internazionali accreditati alla Casa Bianca. Il riferimento a un eventuale terzo mandato ha inevitabilmente riacceso il dibattito sui limiti costituzionali alla permanenza alla presidenza.
L’attacco ai giornalisti e le critiche alla stampa
Nel corso del suo discorso Trump ha puntato nuovamente il dito contro i media, ironizzando sui premi assegnati poco prima ad alcuni giornalisti.
Il presidente ha fatto riferimento ai riconoscimenti ricevuti dal Wall Street Journal per l’inchiesta sui rapporti tra Trump e il finanziere Jeffrey Epstein e al lavoro del giornalista del New York Times Tyler Pager, coinvolto nelle vicende legate alle indagini sulla fuga di informazioni relative al nuovo progetto dell’Air Force One.
Trump ha accusato diversi giornalisti presenti di essere concentrati eccessivamente sulla sua figura, parlando di una presunta “ossessione per Trump”, pur sottolineando di rispondere spesso personalmente alle telefonate dei reporter.
Iran e nucleare: gli unici applausi della serata
Per quanto riguarda l’Iran, Trump ha affermato che sarebbero in corso contatti con Teheran e che gli iraniani “vorrebbero trovare un accordo”, pur aggiungendo di non ritenere ancora arrivato il momento giusto per un’intesa.
Il presidente ha ribadito la linea della sua amministrazione: gli Stati Uniti non permetteranno all’Iran di dotarsi di un’arma nucleare, sostenendo che una simile eventualità rappresenterebbe una minaccia per Washington, Israele e l’intero Medio Oriente.
Dalla nuova sala da ballo alla previsione sui media
Durante il lungo intervento Trump ha affrontato anche altri temi, dalla contestata realizzazione della nuova sala da ballo della Casa Bianca alle accuse rivolte agli ex presidenti Barack Obama e Joe Biden, oltre agli attacchi personali contro figure dello spettacolo come Jane Fonda, Bruce Springsteen, Jimmy Fallon e Jimmy Kimmel.
A chiudere uno dei passaggi più discussi della serata è stata una frase rivolta proprio ai giornalisti: secondo Trump, quando lui non sarà più sulla scena politica, molti di loro potrebbero perdere attenzione e visibilità. Una previsione che ha suscitato una delle poche reazioni collettive della sala, in una serata segnata dal rapporto ancora conflittuale tra il presidente e il mondo dell’informazione.

