L’erosione costiera continua a mettere in pericolo uno dei tratti di mare più frequentati della Sicilia sud-orientale.A Lido di Noto, nel Siracusano, la progressiva perdita di spiaggia rappresenta ormai un problema che coinvolge ambiente, turismo e sicurezza del territorio. Per questo motivo la Regione Siciliana sta portando avanti un importante progetto finalizzato a rallentare l’arretramento della costa attraverso opere di difesa e il ripristino artificiale degli arenili.
Prima dell’avvio dei lavori sarà però necessario completare tutte le verifiche ambientali previste dalla normativa, considerato che gli interventi interesseranno un’area caratterizzata dalla presenza di habitat naturali e siti sottoposti a tutela.
L’erosione minaccia uno dei litorali più frequentati della Sicilia
Lido di Noto rappresenta da decenni una delle principali destinazioni balneari del Siracusano. Ogni estate richiama migliaia di turisti grazie alle sue spiagge sabbiose e alle acque cristalline, ma negli ultimi anni il mare ha progressivamente sottratto spazio agli arenili.
Il fenomeno non è casuale. La forte urbanizzazione della fascia costiera, la presenza di infrastrutture lungo il lungomare e numerose attività realizzate a ridosso della spiaggia hanno modificato nel tempo il naturale equilibrio del litorale, rendendolo più vulnerabile all’azione delle mareggiate.
Secondo le analisi tecniche effettuate negli ultimi decenni, tra il 1998 e il 2015 la costa ha registrato una perdita media di circa 58 centimetri all’anno, un dato che fotografa un progressivo arretramento della linea di costa.
Perché il mare continua a guadagnare terreno
Gli esperti attribuiscono il fenomeno a diversi fattori che, sommati tra loro, hanno ridotto la naturale capacità della costa di rigenerarsi.
Negli anni i corsi d’acqua sono stati oggetto di interventi di regimentazione finalizzati soprattutto alla prevenzione delle esondazioni. Questo ha comportato una drastica diminuzione dei sedimenti trasportati verso il mare, materiale fondamentale per alimentare naturalmente le spiagge.
A incidere sono stati anche il calo delle precipitazioni, la trasformazione del territorio e il progressivo consumo delle dune costiere, elementi che hanno alterato l’equilibrio naturale degli arenili.
Il progetto della Regione: ripascimento e opere di difesa
Per contrastare l’avanzata del mare è stato predisposto un intervento che punta sia al recupero della spiaggia sia alla sua futura conservazione.
Il piano prevede infatti un importante ripascimento artificiale, attraverso l’apporto di sabbia compatibile con quella già presente sul litorale, insieme alla realizzazione di tre pennelli in materiale lapideo, opere che si estenderanno verso il mare con il compito di rallentare il trasporto della sabbia provocato dalle correnti marine.
L’obiettivo è ricreare una fascia di spiaggia sufficientemente ampia da garantire una maggiore protezione del litorale e delle infrastrutture presenti alle sue spalle, riducendo nel tempo gli effetti dell’erosione.
Materiali selezionati e attenzione all’impatto ambientale
Per la realizzazione del progetto sono già state individuate le cave dalle quali prelevare i materiali necessari.
La sabbia destinata al ripascimento arriverà da Santa Croce Camerina, mentre le pietre utilizzate per costruire i pennelli saranno fornite principalmente dalle cave di Rosolini e Belpasso. La scelta è stata dettata sia dalla compatibilità dei materiali sia dalla disponibilità delle quantità necessarie per completare l’opera.
Prima dell’affidamento dei lavori, tuttavia, sarà indispensabile ottenere tutte le autorizzazioni ambientali previste, così da verificare che gli interventi risultino compatibili con gli ecosistemi marini e con il paesaggio costiero.
L’obiettivo è salvaguardare spiagge, turismo e territorio
L’intervento punta a garantire una maggiore stabilità del litorale nel lungo periodo, cercando di conciliare la difesa della costa con la tutela ambientale.
L’obiettivo finale è preservare uno dei tratti balneari più apprezzati della Sicilia, proteggendo non solo le spiagge ma anche le attività economiche, le abitazioni e il patrimonio turistico che negli anni si è sviluppato lungo la costa di Lido di Noto, sempre più esposta agli effetti dell’erosione marina.

