Scontri Tav in Valle di Susa, Meloni al cantiere: “Non è dissenso, ma violenza organizzata”

La premier visita il cantiere dell’Alta velocità Torino-Lione dopo gli scontri di sabato: 120 agenti feriti e danni per oltre un milione di euro secondo la Regione Piemonte

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è recata al cantiere della Tav in Valle di Susa per esprimere la vicinanza del Governo alle forze dell’ordine e ai lavoratori coinvolti negli scontri avvenuti nei giorni scorsi. La premier ha definito gli episodi di violenza “un attacco organizzato e premeditato”, sottolineando la necessità di individuare i responsabili e assicurare alla giustizia chi ha preso parte ai disordini.

Meloni al cantiere Tav: “Uno Stato normale non può tollerare la violenza”

Durante la visita in Piemonte, Meloni ha ricordato il bilancio degli scontri, evidenziando come 120 operatori delle forze dell’ordine siano rimasti feriti negli incidenti registrati nei pressi dell’infrastruttura dell’Alta velocità Torino-Lione.

“Quello che vediamo non è una scena di guerra, ma il risultato di una presunta contestazione che ha superato ogni limite”, ha dichiarato la presidente del Consiglio, ribadendo che, a suo giudizio, quanto accaduto non rientra nella normale dialettica del dissenso.

La premier ha parlato di “violenza organizzata e premeditata”, chiedendo che gli autori degli scontri siano identificati e perseguiti. “Uno Stato normale non può accettare una situazione di questo tipo”, ha aggiunto, rivolgendo un appello agli investigatori e alla magistratura affinché venga fatto pieno accertamento delle responsabilità.

La solidarietà agli agenti e ai lavoratori del cantiere

Meloni ha voluto portare personalmente il sostegno del Governo agli operatori impegnati nella sicurezza dell’area, sottolineando il sacrificio di chi è chiamato a presidiare il sito giorno e notte.

“Ci sono persone che lavorano 365 giorni all’anno per garantire la sicurezza del cantiere, con costi importanti per la collettività”, ha spiegato la premier, ricordando anche la situazione degli operai, delle imprese, dei tecnici e degli ingegneri impegnati nella realizzazione dell’opera.

Secondo Meloni, gli episodi di vandalismo hanno colpito anche chi ogni giorno lavora al progetto, mettendo a rischio attività e investimenti.

Cirio: “Il Piemonte sarà parte civile, danni oltre il milione di euro”

Sul fronte istituzionale è arrivato anche l’annuncio del presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, che ha comunicato la decisione della Giunta regionale di costituirsi parte civile nei procedimenti legati agli scontri avvenuti a Chiomonte.

Cirio ha sottolineato l’importanza della presenza della premier in Valle di Susa, definendola un segnale di vicinanza concreta da parte delle istituzioni.

“La prima stima dei danni diretti ai cantieri supera il milione di euro”, ha dichiarato il governatore piemontese, evidenziando come alle conseguenze materiali si aggiunga un danno più ampio all’immagine del territorio e del Piemonte, soprattutto durante la stagione turistica estiva.

La Regione Piemonte: “Chi mette a rischio persone e beni pubblici deve rispondere”

Secondo Cirio, chi provoca danni alle infrastrutture e mette in pericolo l’incolumità delle persone deve assumersi la responsabilità delle proprie azioni.

“La Regione farà la propria parte per tutelare il territorio, le imprese e i cittadini”, ha concluso il presidente piemontese, confermando l’intenzione delle istituzioni locali di seguire gli sviluppi giudiziari della vicenda.

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