Il calcio italiano piange la scomparsa di Franco Baresi, leggenda del Milan e della Nazionale, morto all’età di 66 anni. Capitano storico del club rossonero, simbolo di fedeltà e leadership, è considerato uno dei più grandi difensori della storia del calcio mondiale.
Nato a Travagliato, in provincia di Brescia, l’8 maggio 1960, Baresi ha legato tutta la sua carriera al Milan, vestendo esclusivamente la maglia rossonera dal debutto in Serie A nel 1978 fino al ritiro nel 1997. In quasi vent’anni ha collezionato 719 presenze ufficiali, diventando il punto di riferimento di una delle difese più celebri di sempre.
Una carriera da leggenda con il Milan
Con il Milan ha conquistato sei scudetti, tre Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe europee e quattro Supercoppe italiane, entrando nella storia del club durante l’epoca d’oro guidata da Arrigo Sacchi e Fabio Capello.
Libero moderno, elegante e straordinariamente efficace, Baresi ha trasformato il modo di interpretare il ruolo grazie a intelligenza tattica, anticipo, capacità di lettura del gioco e qualità nella costruzione dal basso.
Capitano di una difesa rimasta iconica insieme a Mauro Tassotti, Alessandro Costacurta e Paolo Maldini, ha rappresentato per generazioni il modello del difensore completo. Nel 1997 il Milan ha deciso di ritirare la sua maglia numero 6, un riconoscimento riservato ai simboli assoluti della storia rossonera.
Il legame con la Nazionale e la finale mondiale del 1994
Con la maglia dell’Italia Baresi ha totalizzato 81 presenze, partecipando a tre Mondiali e due Europei. Ha fatto parte della spedizione azzurra campione del mondo nel 1982 in Spagna e nel 1994 è stato protagonista della cavalcata fino alla finale contro il Brasile a Pasadena.
In quell’occasione, dopo essere rientrato in tempi record da un infortunio al ginocchio, disputò una partita memorabile, conclusa però con la sconfitta ai rigori. Una delle immagini più simboliche della sua carriera resta proprio quella del capitano azzurro al termine della finale americana.
Il Milan: “Franco ci ha lasciati, ma sarà per sempre con noi”
Il club rossonero ha annunciato la scomparsa del suo vicepresidente onorario con un messaggio carico di emozione, ricordando Baresi come “uno dei respiri della nostra anima” e sottolineando il legame indissolubile tra il campione e la famiglia milanista.
Nell’agosto del 2025 il Milan aveva comunicato che, dopo alcuni accertamenti medici, a Baresi era stata riscontrata una nodulazione polmonare che aveva richiesto un intervento chirurgico mini-invasivo.
Il cordoglio del mondo dello sport
Numerosi i messaggi arrivati dal mondo istituzionale e sportivo. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricordato Baresi come “un esempio di lealtà, serietà e dedizione”, mentre il ministro dello Sport Andrea Abodi ha sottolineato la sua capacità di rappresentare valori come passione, umiltà e rispetto.
Anche il mondo del calcio si è stretto attorno alla famiglia Baresi. Il presidente della FIFA Gianni Infantino lo ha definito “un capitano senza tempo”, mentre la FIGC ha ricordato una delle figure più importanti della storia del calcio italiano.
Commosso il ricordo di Paolo Maldini, che ha definito Baresi “il calciatore più forte con cui abbia mai avuto l’onore di giocare”, sottolineando il ruolo avuto dal capitano rossonero nella sua crescita personale e professionale.
Una bandiera destinata a rimanere nella storia
Da Fabio Capello a Filippo Inzaghi, passando per compagni di squadra, avversari e grandi protagonisti dello sport italiano, il messaggio è stato unanime: Franco Baresi non è stato soltanto un campione, ma un esempio di professionalità, appartenenza e stile.
Con la sua scomparsa il calcio perde una delle sue figure più rappresentative. Una leggenda che ha trasformato il ruolo del difensore e che continuerà a vivere nella memoria del Milan, della Nazionale italiana e di tutti gli appassionati.

