L’assenza di Duferco all’audizione della Commissione Attività produttive dell’Assemblea regionale siciliana non sarebbe stata un segnale di chiusura nei confronti delle istituzioni, ma la conseguenza di una precisa valutazione dell’azienda. Secondo quanto spiegato dal gruppo, infatti, il piano di riconversione dell’area industriale di Giammoro era stato già illustrato in maniera approfondita nel luglio del 2024 durante un incontro con l’Assessorato regionale alle Attività produttive.
L’azienda sottolinea che, dopo quella presentazione, il progetto è entrato nella fase operativa e che il confronto con le istituzioni si è progressivamente concentrato soprattutto sugli aspetti legati alla salvaguardia dei livelli occupazionali.
«Da quel momento il progetto ha preso concreta attuazione e l’impegno principale è stato rivolto alla tutela dei lavoratori», evidenzia Duferco.
Il piano di riconversione da 100 milioni di euro
Secondo il gruppo italo-svizzero, il dibattito non riguarda più la definizione del piano industriale, già noto alla Regione, ma il completamento del percorso di trasformazione dell’ex sito produttivo dopo la cessazione dell’attività di laminazione.
L’investimento complessivo previsto ammonta a 100 milioni di euro e punta a trasformare Giammoro in un moderno polo dedicato a logistica, energia e servizi industriali.
Ad oggi, riferisce l’azienda, risultano già realizzati oppure avviati interventi per circa 94 milioni di euro. Tra le opere più significative figurano:
- 28 milioni di euro destinati allo sviluppo del Duferco Terminal Mediterraneo;
- 40 milioni di euro investiti nella centrale Peaker, entrata in funzione nel luglio 2024;
- 10 milioni di euro per il progetto della Hydrogen Valley, con l’impianto già completato;
- 16 milioni di euro per i sistemi di accumulo energetico (Bess), attualmente in fase di realizzazione.
L’obiettivo dichiarato resta quello di creare un’area industriale con attività diversificate e maggiormente orientate ai settori della logistica, dell’energia e delle nuove tecnologie.
La partita decisiva riguarda i 45 lavoratori ancora da ricollocare
Il nodo più delicato resta però quello occupazionale. Mancano infatti ancora 45 dipendenti da ricollocare e i prossimi giorni saranno determinanti.
Duferco afferma di avere individuato una soluzione all’interno del gruppo, proponendo l’inserimento dei lavoratori in una società specializzata nella realizzazione di impianti fotovoltaici operante in Sicilia.
L’offerta comprende contratti a tempo indeterminato, mantenimento dell’inquadramento nel settore metalmeccanico, un’indennità di trasferta che può arrivare fino a circa 1.500 euro netti al mese e un incentivo economico all’esodo.
Sindacati contrari al percorso proposto
La trattativa, tuttavia, si presenta ancora complessa. Il contratto di solidarietà scadrà il 9 agosto, data oltre la quale potrebbe essere avviata la procedura di licenziamento collettivo per i dipendenti che non avranno accettato una ricollocazione.
Proprio in questa fase si inseriscono le critiche espresse nei giorni scorsi dai deputati regionali Matteo Sciotto e Alessandro De Leo, che avevano contestato la mancata partecipazione dell’azienda alla Commissione Attività produttive dell’Ars.
Sul fronte sindacale permane invece una netta opposizione al piano illustrato da Duferco. Le organizzazioni dei lavoratori sarebbero orientate a invitare le maestranze a non prendere parte nemmeno agli incontri convocati dall’azienda, fissati per lunedì e mercoledì nello stabilimento di Giammoro.
Le prossime giornate saranno quindi decisive per capire se sarà possibile raggiungere un’intesa oppure se la vertenza entrerà in una fase ancora più delicata, con possibili ripercussioni sul futuro occupazionale degli ultimi lavoratori rimasti coinvolti nel processo di riconversione del sito industriale.

