Buffon rilancia Mancini per la Nazionale: “Scelta tecnica giusta, ha dimostrato di avere un progetto”

L’ex portiere azzurro parla del futuro dell’Italia, del ruolo di Ranieri e delle scelte della Federazione: “Prima viene il progetto, poi la persona”

Gigi Buffon torna a parlare del futuro della Nazionale italiana e delle scelte che hanno caratterizzato gli ultimi anni del calcio azzurro. In una lunga intervista concessa alla Gazzetta dello Sport, l’ex capitano della Juventus e dell’Italia ha analizzato il ritorno di Roberto Mancini, il ruolo di Gennaro Gattuso, l’arrivo di Claudio Ranieri come direttore tecnico e il percorso necessario per rilanciare il movimento azzurro.

Buffon promuove Mancini: “Ha dimostrato di avere un gioco funzionale”

Secondo Buffon, il ritorno di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale rappresenterebbe una scelta sostenuta da motivazioni tecniche.

L’ex numero uno azzurro ha spiegato che Mancini ha già dimostrato di saper costruire una squadra con un’identità precisa e un sistema di gioco riconoscibile, caratteristiche che potrebbero renderlo una figura adatta anche ai grandi club europei.

Parlando del futuro della Nazionale, Buffon ha sottolineato come l’obiettivo principale debba essere quello di tornare stabilmente ai Mondiali e costruire un percorso di lungo periodo.

“Se dovessi scegliere un progetto, partirei dall’obiettivo di qualificarsi al prossimo Mondiale”, ha spiegato, indicando anche Antonio Conte come una delle prime opzioni e citando Silvio Baldini tra i profili da prendere in considerazione.

Per Buffon, però, il punto centrale resta un altro: “Prima deve esserci il progetto e poi la persona che può essere funzionale a realizzarlo”.

Il divorzio di Mancini e il confronto con il passato

L’ex portiere è tornato anche sull’addio di Mancini alla Nazionale nell’estate del 2023, ribadendo di aver apprezzato il senso di responsabilità mostrato in altre occasioni.

Buffon ha ricordato la propria scelta di accettare la retrocessione in Serie B con la Juventus dopo Calciopoli e di ridursi lo stipendio, sottolineando quanto il senso di appartenenza possa incidere nelle decisioni di un professionista.

Sulle indiscrezioni secondo cui avrebbe ostacolato un ritorno di Mancini dopo l’addio di Luciano Spalletti, Buffon ha chiarito il proprio ruolo: non spettava a lui prendere la decisione finale.

Secondo l’ex dirigente azzurro, in quel momento la scelta migliore era rappresentata da Gennaro Gattuso, considerando il poco tempo a disposizione e la necessità di ricompattare un gruppo reduce da un periodo difficile.

“Gattuso ha ricreato entusiasmo e armonia”

Buffon ha difeso il lavoro di Gattuso, spiegando che la valutazione di un allenatore non può dipendere soltanto dagli episodi di una partita.

Per l’ex campione del mondo, ciò che conta è osservare il rapporto quotidiano tra tecnico e squadra, la fiducia reciproca e l’ambiente creato all’interno dello spogliatoio.

“Ho visto grande armonia, stima e comunione d’intenti”, ha spiegato parlando del periodo vissuto al fianco dell’attuale commissario tecnico.

Ranieri direttore tecnico e il futuro del calcio italiano

Sulla scelta di affidare a Claudio Ranieri un ruolo strategico nella Federazione, Buffon ha difeso la decisione, spiegando che una figura con la sua esperienza può rappresentare una garanzia.

Secondo l’ex portiere, in un momento delicato per il calcio italiano serviva una personalità capace di unire competenza tecnica, equilibrio e autorevolezza.

Il caso Pirlo e la chiamata di Maldini e Leonardo

Buffon ha parlato anche di Andrea Pirlo, difendendolo dalle polemiche che hanno accompagnato alcune vicende recenti.

Secondo l’ex compagno di squadra, alcune critiche nei confronti dell’ex centrocampista sarebbero state il frutto di tentativi poco riusciti di etichettarlo negativamente.

Buffon ha poi raccontato di essere stato contattato da Paolo Maldini e Leonardo per un possibile ruolo dirigenziale nelle Nazionali, con un incarico di coordinamento tra la squadra maggiore e le selezioni giovanili.

Una proposta che lo aveva fatto riflettere, ma che alla fine ha deciso di non accettare per dedicare tempo alla famiglia e recuperare energie dopo una carriera vissuta senza lunghe pause.

Guardiola in Nazionale? “Il nome avrebbe dato una spinta, ma il club è un’altra cosa”

Infine Buffon ha commentato anche la possibilità di vedere Pep Guardiola alla guida dell’Italia.

L’ex portiere ha riconosciuto il valore dell’allenatore del Manchester City, definendolo uno dei tecnici più importanti degli ultimi decenni, ma ha evidenziato le differenze tra il lavoro quotidiano in un club e quello alla guida di una Nazionale.

Secondo Buffon, il prestigio del nome avrebbe sicuramente dato entusiasmo all’ambiente, ma non avrebbe rappresentato una garanzia assoluta di successo. “La Nazionale è un’altra cosa”, ha concluso.

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