La decisione italiana di ripristinare temporaneamente i controlli alle frontiere con la Spagna continua a provocare tensioni diplomatiche. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani difende la scelta del governo italiano e, in un’intervista a La Stampa, respinge le critiche arrivate da Madrid.
Secondo Tajani, non si sarebbe trattato di una decisione straordinaria o di una rottura degli accordi europei, ma dell’applicazione di una possibilità prevista dalle regole di Schengen in presenza di circostanze eccezionali.
Al centro della vicenda c’è la situazione determinatasi a Ceuta, enclave spagnola situata sulla costa nordafricana. “Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario”, sostiene Tajani.
“L’Italia è il Paese più esposto ai movimenti secondari”
Il ministro pone l’accento soprattutto sul possibile spostamento verso altri Paesi europei dei migranti arrivati in Spagna.
Tajani cita le stime secondo cui a Ceuta sarebbero rimaste migliaia di persone, comprese numerose provenienti dall’Africa subsahariana. Una parte di queste, sottolinea, potrebbe non essere facilmente rimpatriabile.
Da qui, secondo il vicepremier, nasce il timore per i cosiddetti movimenti secondari all’interno dello spazio europeo. “Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna?”, si chiede Tajani, indicando l’Italia come uno degli Stati maggiormente esposti.
Il ministro riferisce inoltre che circa quindici persone irregolari sarebbero già state fermate in Italia, aggiungendo che tra i migranti arrivati dalla Spagna vi sarebbero anche persone precedentemente espulse per motivi legati al jihadismo.
“Dobbiamo proteggere i nostri confini”
Tajani respinge l’idea che la posizione italiana sia motivata da un atteggiamento ostile nei confronti della Spagna. “Non siamo contro la Spagna”, afferma, ma il governo italiano, sostiene, avrebbe il dovere di garantire la sicurezza dei propri confini.
Il ministro collega quindi la questione migratoria anche al rischio terroristico, sostenendo che i flussi provenienti dall’Africa subsahariana non possano essere considerati esclusivamente sotto il profilo dell’accoglienza.
Secondo Tajani, anche le autorità spagnole avrebbero individuato persone sospette, elemento che, a suo giudizio, renderebbe necessaria una particolare attenzione da parte degli Stati europei.
Il richiamo di Brunner a Italia e Spagna
La vicenda è arrivata anche sul tavolo delle istituzioni europee. Il commissario europeo per gli Affari interni e le migrazioni Magnus Brunner ha fatto sapere di aver avuto contatti con i ministri dell’Interno di Italia e Spagna.
Brunner ha sottolineato che i controlli alle frontiere interne sono stati confermati come misure temporanee, evidenziando allo stesso tempo i progressi compiuti dagli Stati membri nel contrasto all’immigrazione irregolare.
Secondo il commissario, Madrid avrebbe assicurato che quanto accaduto a Ceuta non dovrebbe produrre conseguenze durature sull’area Schengen. Da Roma, invece, sarebbero arrivati segnali compatibili con una possibile revoca a breve dei controlli.
La sospensione resta fino al 15 agosto
Tajani chiarisce però che, almeno per il momento, la linea italiana non cambia. I controlli su navi e aerei provenienti dalla Spagna resteranno in vigore fino al 15 agosto, dopodiché il governo valuterà l’evoluzione della situazione.
“Appena passerà il pericolo, riapriremo”, ribadisce il ministro, sottolineando che l’obiettivo non sarebbe quello di mettere in discussione Schengen, ma di adottare una misura temporanea legata a una situazione considerata eccezionale.
La partita resta dunque aperta tra Roma, Madrid e Bruxelles, mentre l’Italia continua a chiedere maggiori garanzie sulla gestione dei flussi migratori e sulla sicurezza dello spazio europeo.

