La Sicilia affronta le conseguenze di una delle più pesanti ondate di incendi degli ultimi anni. La Regione ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per la durata di un anno, con l’obiettivo di sostenere i territori maggiormente colpiti dai roghi e accelerare gli interventi necessari per mettere in sicurezza le aree danneggiate.
Il provvedimento è stato approvato dalla giunta regionale su proposta del presidente Renato Schifani, sulla base della relazione predisposta dal capo della Protezione civile regionale Salvo Cocina. La misura riguarda numerosi Comuni siciliani, con particolare attenzione alle aree interne che nelle ultime settimane hanno dovuto fare i conti con incendi, evacuazioni, danni alle infrastrutture e pesanti conseguenze per le attività economiche.
Schifani: “Intervenire subito per sostenere i territori”
La decisione della Regione arriva dopo un bilancio particolarmente pesante. Le fiamme hanno interessato vaste porzioni di territorio, provocando danni a boschi, aziende agricole, allevamenti, strutture e attività produttive, oltre a creare disagi alla popolazione e ai collegamenti.
Schifani ha sottolineato la necessità di intervenire rapidamente per evitare che l’emergenza ricada interamente sulle amministrazioni locali.
“I Comuni non possono essere lasciati soli”, è il messaggio del presidente della Regione, che ha rivendicato la scelta di mettere immediatamente a disposizione gli strumenti necessari per affrontare la fase successiva agli incendi.
L’obiettivo è ora procedere con la messa in sicurezza delle aree interessate, il ripristino dei servizi essenziali e il sostegno alle comunità e alle imprese che hanno subito danni.
La Regione ha inoltre avviato una ricognizione più dettagliata delle conseguenze provocate dagli incendi. Una volta completata la quantificazione delle perdite, sarà valutata anche la possibilità di chiedere al governo nazionale il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.
Già stanziati 25 milioni di euro
Il nuovo provvedimento si aggiunge agli interventi economici già adottati dalla Regione. È stato infatti predisposto un primo pacchetto da 25 milioni di euro, destinato sia alle attività di Protezione civile sia al sostegno del comparto agricolo.
In particolare, 15 milioni sono destinati agli interventi di Protezione civile, mentre altri 10 milioni sono stati previsti per i ristori alle imprese agricole danneggiate dagli incendi.
L’assessore regionale al Territorio e Ambiente Giusi Savarino ha evidenziato come la Sicilia si trovi ad affrontare un’emergenza inserita in un quadro più ampio che ha coinvolto diverse aree del Mediterraneo, caratterizzate nelle ultime settimane da temperature eccezionalmente elevate e condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme.
La dichiarazione dello stato di emergenza, secondo la Regione, consentirà di intervenire con maggiore rapidità sulle conseguenze degli incendi e di accompagnare i territori nella fase di ritorno alla normalità.
Oltre 8mila interventi in poche settimane
Il quadro degli interventi effettuati restituisce la dimensione dell’emergenza. Tra il 15 luglio e il 6 agosto, secondo i dati regionali, vigili del fuoco, Corpo forestale e Protezione civile hanno effettuato complessivamente 8.059 interventi tra spegnimento e attività di pattugliamento.
Sono state coinvolte otto province siciliane, con una concentrazione particolarmente significativa dei danni nel Palermitano.
La prima stima complessiva parla di circa 50 milioni di euro di perdite, una cifra ancora suscettibile di variazioni con il completamento delle verifiche sui territori.
Palermo la provincia più colpita
È la provincia di Palermo a presentare, al momento, il bilancio economico più pesante, con una stima dei danni vicina ai 38 milioni di euro.
Le fiamme hanno interessato numerosi centri del territorio, provocando danni al patrimonio boschivo, alle attività agricole e produttive e a diverse strutture. Tra le aree interessate figurano Monreale, Termini Imerese, Castronovo di Sicilia e Belmonte Mezzagno.
L’emergenza ha avuto ripercussioni anche sulla vita quotidiana di cittadini e turisti, con problemi legati alla viabilità, ai servizi e alle attività economiche.
Gli altri territori interessati dai roghi
Pesante anche la situazione nelle altre province dell’Isola.
Nell’Agrigentino gli incendi hanno colpito, tra gli altri, Cammarata, Santo Stefano Quisquina e Bivona. Proprio durante le operazioni di spegnimento a Bivona ha perso la vita un vigile del fuoco, colpito da un malore.
Nel Nisseno, tra le aree maggiormente interessate, figura Sutera, mentre nell’Ennese gli episodi più rilevanti hanno riguardato Enna bassa, Assoro, Agira e Nissoria.
Numerosi incendi hanno interessato anche il territorio della provincia di Catania, con roghi segnalati tra gli altri a Belpasso, Paternò, Ragalna, Linguaglossa, Misterbianco, Acireale, Aci Sant’Antonio, Piedimonte Etneo, Vizzini, San Michele di Ganzaria e Zafferana Etnea, oltre al capoluogo.
In alcuni centri gli incendi hanno provocato anche interruzioni dell’energia elettrica e disservizi nella distribuzione idrica.
Nel Ragusano è stata colpita in particolare Modica, mentre nel Siracusano sono stati interessati diversi territori, tra cui Cassaro, Francofonte e Priolo Gargallo, oltre ad alcune aree urbane ed extraurbane del capoluogo.
Anche il Trapanese ha dovuto affrontare numerosi roghi, soprattutto di vegetazione e boschivi, con Castelvetrano tra i territori maggiormente interessati.
Ora la fase della ricostruzione
Dopo settimane segnate dall’emergenza e dal lavoro incessante delle squadre di soccorso, per la Sicilia si apre ora una seconda fase: quantificare con precisione i danni, ripristinare i servizi e mettere in sicurezza i territori.
Lo stato di crisi regionale resterà in vigore per un anno e rappresenta il primo strumento attraverso il quale la Regione intende affrontare le conseguenze dell’ondata di incendi. Parallelamente proseguiranno gli accertamenti per definire l’entità effettiva delle perdite e stabilire se sarà necessario chiedere anche il riconoscimento dell’emergenza nazionale.

