Non si fermano le indagini dei Carabinieri sull’omicidio di Vito Genovese, il 45enne trovato morto nella notte di Ferragosto in via Costante Girardengo, nel quartiere Zen di Palermo. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi momenti di vita dell’uomo e soprattutto di chiarire cosa abbia fatto scattare la violenza.
La pista della colluttazione
Secondo una prima ricostruzione ancora al vaglio degli investigatori, Genovese potrebbe essersi imbattuto in alcune persone mentre cercavano di introdursi all’interno di un box.
Da lì sarebbe nata una colluttazione, alla quale potrebbero aver preso parte più persone. Nel corso della lite, il 45enne sarebbe stato aggredito e colpito ripetutamente con un oggetto contundente, forse un cacciavite.
Quando i militari sono arrivati sul posto, dopo la segnalazione dell’accaduto, non avrebbero trovato altre persone presenti: soltanto il corpo senza vita della vittima.
Un 47enne ferito arriva in ospedale
Un elemento che potrebbe rivelarsi importante per le indagini è rappresentato dal ricovero, avvenuto nella stessa notte, di un uomo di 47 anni all’ospedale Cervello.
L’uomo presentava una ferita da arma da taglio alla spalla e avrebbe raccontato ai sanitari di essersi fatto male mentre cercava di intervenire per fermare una rissa.
Gli investigatori stanno verificando ogni possibile collegamento con l’omicidio. Il 47enne, che potrebbe avere un rapporto di parentela con Genovese, è attualmente ricoverato nel reparto di Chirurgia vascolare.
Gli investigatori ascoltano i testimoni
I Carabinieri stanno ricostruendo la vicenda attraverso testimonianze e accertamenti investigativi, senza escludere al momento alcuna pista.
Tra le ipotesi considerate c’è anche quella di un delitto maturato nell’ambito di contrasti personali o dissidi tra gruppi familiari. Non viene inoltre esclusa la possibilità che vittima e aggressore si conoscessero.
Gli investigatori hanno ascoltato diverse persone che potrebbero fornire elementi utili alla ricostruzione della notte di Ferragosto, compresa la moglie della vittima, che avrebbe dato l’allarme dopo aver appreso quanto accaduto.
L’autopsia dovrà chiarire le cause della morte
Dalla prima ispezione effettuata dal medico legale sarebbero emersi diversi colpi alla testa.
Si tratta tuttavia di un quadro ancora preliminare. Sarà l’autopsia a fornire indicazioni decisive sulle cause e sulle modalità del decesso, oltre a contribuire a chiarire la natura delle lesioni riportate dal 45enne.
Le indagini proseguono dunque a tutto campo per individuare il responsabile e ricostruire con precisione la sequenza di eventi che ha portato alla morte di Genovese.

