Nuovo fronte di tensione nello Stretto di Hormuz, dove l’Iran ha annunciato ulteriori restrizioni nei confronti delle navi che non rispettano le regole imposte da Teheran per il transito. L’Autorità dello Stretto del Golfo Persico ha avvertito che le imbarcazioni considerate non conformi potranno essere sottoposte a multe, fermo o confisca durante i successivi passaggi. La misura aggiunge ulteriore incertezza a una delle principali rotte marittime mondiali, già fortemente condizionata dallo scontro tra Iran e Stati Uniti.
Nuove restrizioni per le navi
L’autorità iraniana ha invitato i proprietari delle merci dirette verso il Golfo Persico o provenienti dall’area a controllare l’elenco aggiornato delle navi ritenute in violazione prima di procedere con il noleggio.
Le nuove disposizioni riguarderebbero anche alcune operazioni effettuate insieme a imbarcazioni già inserite nell’elenco, comprese attività di trasferimento di merci da una nave all’altra e operazioni di trasbordo. Per chiedere la cancellazione dalla lista, gli operatori dovranno presentare una richiesta formale spiegando le ragioni della contestazione.
La stretta si inserisce in un quadro nel quale Teheran rivendica un ruolo sempre più diretto nella gestione del traffico attraverso lo stretto. L’Unione europea aveva già contestato le restrizioni iraniane alla libertà di navigazione, sanzionando a giugno esponenti e strutture legate alle attività di controllo dello Stretto di Hormuz.
I Pasdaran: “Sorveglianza oltre i radar”
Parallelamente, i Pasdaran hanno rivendicato capacità avanzate di controllo dei movimenti marittimi nella zona.
Il portavoce Hossein Mohbi, citato dall’agenzia iraniana Mehr, ha sostenuto che il monitoraggio delle navi non dipenderebbe esclusivamente dai radar o dai satelliti. Secondo la sua ricostruzione, Teheran disporrebbe di altri strumenti di intelligence e sorveglianza che consentirebbero di individuare e seguire gli obiettivi navali.
Le dichiarazioni arrivano dopo gli episodi che hanno coinvolto diverse imbarcazioni commerciali nell’area e mentre gli Stati Uniti continuano a considerare elevato il rischio per la navigazione commerciale nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo di Oman.
Hormuz resta al centro dello scontro con Washington
Il controllo dello stretto rappresenta uno dei principali punti di attrito tra Iran e Stati Uniti. Teheran ha dichiarato che il passaggio non tornerà pienamente operativo finché Washington non rispetterà le condizioni che l’Iran considera parte dell’intesa raggiunta a giugno.
Tra queste figurano la fine del blocco dei porti iraniani, la revoca delle sanzioni sul petrolio e lo stop alle operazioni e alle minacce militari. Il memorandum raggiunto tra i due Paesi è però successivamente entrato in crisi e gli Stati Uniti ne hanno dichiarato la fine a luglio.
La situazione mantiene quindi elevata l’incertezza sul traffico marittimo in un corridoio strategico per il commercio internazionale. Le nuove minacce di sanzioni, fermo e confisca da parte iraniana rischiano di aumentare ulteriormente i costi e i rischi per armatori, compagnie di navigazione e proprietari delle merci che devono attraversare l’area.

