Le elezioni in Ucraina durante la guerra rischierebbero di provocare profonde divisioni interne e di mettere ulteriormente sotto pressione la stabilità del Paese. È la posizione espressa dal presidente Volodymyr Zelensky, che ha definito un eventuale ritorno alle urne in questa fase paragonabile a uno “tsunami” capace di “frantumare” l’Ucraina. Secondo il presidente, in un conflitto ancora in corso il voto rappresenterebbe un fattore di rischio particolarmente elevato.
Il nodo delle elezioni durante la legge marziale
Il tema del voto è diventato nuovamente centrale nel dibattito politico ucraino. Il mandato presidenziale di Zelensky è formalmente scaduto nel maggio 2024, ma la legge marziale, introdotta dopo l’invasione russa, impedisce attualmente lo svolgimento delle elezioni.
La questione è tornata al centro dell’attenzione anche dopo le tensioni politiche interne e le richieste di riaprire il percorso elettorale. Zelensky sostiene però che organizzare una consultazione nazionale mentre il Paese è impegnato nella guerra potrebbe avere conseguenze destabilizzanti.
Zelensky: finestra diplomatica fino al 2027
Sul fronte dei negoziati, il presidente ucraino individua una possibile finestra diplomatica tra la fine del 2026 e l’estate del 2027.
Secondo Zelensky, il periodo compreso tra il vertice del G20 negli Stati Uniti e l’avvio della successiva fase elettorale americana potrebbe rappresentare una fase particolarmente favorevole per tentare di arrivare a una conclusione del conflitto.
Kiev, ha spiegato il presidente, ha già trasmesso agli Stati Uniti nuove proposte per porre fine alla guerra e attende ulteriori contatti con la delegazione dell’amministrazione Trump.
Un piano per la tregua con Usa e Ue
Parallelamente, l’Ucraina avrebbe elaborato insieme a Stati Uniti e Unione europea un possibile schema negoziale.
Il primo elemento sarebbe un cessate il fuoco, mentre tra le ipotesi discusse figurerebbe anche la creazione di una zona economica speciale o cuscinetto nelle aree interessate dal conflitto.
L’idea, secondo la ricostruzione fornita da Zelensky, prevederebbe una forma di arretramento delle forze contrapposte e un coinvolgimento di una terza parte nella gestione della zona. Restano però da definire modalità, garanzie e condizioni dell’eventuale accordo.
Kiev accusa Mosca di puntare sull’escalation
Zelensky ha inoltre espresso scetticismo sulle intenzioni russe, sostenendo che Vladimir Putin continuerebbe a privilegiare la pressione militare rispetto a un vero percorso negoziale.
Secondo il presidente ucraino, l’eventuale mancato raggiungimento di un accordo entro la finestra diplomatica individuata da Kiev sarebbe riconducibile soprattutto alla volontà di Mosca di mantenere elevato il livello dello scontro.
Rinviata la missione Witkoff-Kushner
Nel frattempo, resta incerta la missione diplomatica prevista per Steven Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump, e Jared Kushner, che avrebbe dovuto portarli a Kiev e Mosca.
Secondo fonti citate dall’agenzia russa Tass, il viaggio sarebbe stato rinviato e difficilmente dovrebbe svolgersi prima della fine di agosto.
L’eventuale visita avrebbe un peso rilevante nel quadro dei tentativi americani di mantenere aperto il canale negoziale tra Russia e Ucraina. Per Kiev, infatti, le prossime settimane potrebbero rappresentare un passaggio decisivo per capire se le proposte sul cessate il fuoco possano trasformarsi in un negoziato concreto.

