La dispersione scolastica continua a rappresentare una delle principali emergenze sociali della Sicilia. Secondo i dati citati dalla Fondazione l’Albero della Vita, nell’Isola il fenomeno raggiunge il 13,7%, a fronte dell’8,2% registrato a livello nazionale.
Un divario significativo che fotografa una difficoltà ancora profonda nel garantire a tutti i giovani un percorso scolastico regolare e duraturo. Ma il problema non riguarda soltanto chi interrompe gli studi prima del tempo.
Quasi il 24% termina la scuola senza competenze sufficienti
A destare particolare preoccupazione è infatti la cosiddetta dispersione scolastica implicita. Le rilevazioni relative al 2025 indicano che in Sicilia il 23,6% degli studenti conclude il proprio percorso di istruzione senza aver raggiunto le competenze minime attese.
Si tratta di una percentuale quasi doppia rispetto alla media italiana, evidenziando una forma di fragilità educativa che può rimanere meno visibile rispetto all’abbandono scolastico vero e proprio, ma che rischia ugualmente di condizionare il futuro dei ragazzi.
A questo quadro si aggiunge quello relativo ai giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano: in Sicilia la quota dei cosiddetti Neet raggiunge il 22,8%.
Povertà educativa, le aree più fragili di Palermo
Le maggiori difficoltà tendono a concentrarsi nei territori dove alle criticità scolastiche si sommano disagio economico, bassi livelli di istruzione familiare, carenza di servizi e limitate opportunità educative e culturali.
A Palermo, tra le zone maggiormente interessate dagli interventi della Fondazione l’Albero della Vita figurano Cep, Borgo Vecchio e Zen.
In questi quartieri l’organizzazione lavora durante tutto l’anno al fianco di bambini, adolescenti e famiglie, attraverso iniziative finalizzate a contrastare la povertà educativa e a rafforzare le opportunità di crescita.
L’attività viene portata avanti anche attraverso la collaborazione con alcune scuole del territorio, tra cui ICS Saladino, ICS Politema, ICS Giovanni Falcone e ICS Leonardo Sciascia, con percorsi di sostegno rivolti agli studenti e alle loro famiglie.
La campagna Back To School
Proprio in occasione dell’inizio del nuovo anno scolastico, la Fondazione rilancia la campagna Back To School, attraverso la quale saranno distribuiti 500 kit scolastici nelle sei città italiane in cui l’organizzazione è presente: Palermo, Milano, Genova, Perugia, Napoli e Catanzaro.
L’iniziativa punta anche ad affrontare una delle conseguenze meno evidenti della povertà economica: il rischio che le difficoltà familiari si trasformino in esclusione sociale ed educativa.
Un semplice kit scolastico, dunque, diventa anche uno strumento per sostenere la partecipazione alla vita scolastica e ridurre il peso delle differenze economiche tra gli studenti.
“La vera sfida si vince ogni giorno”
Per Isabella Catapano, direttrice generale della Fondazione l’Albero della Vita, il contrasto alla dispersione non può esaurirsi con interventi occasionali.
“Una scuola realmente inclusiva e socialmente solida – sottolinea Catapano – deve aiutare bambini e ragazzi a costruire il proprio futuro, sviluppando consapevolezza, senso di cittadinanza, apertura e fiducia nelle proprie capacità”.
La campagna Back To School, spiega la direttrice, rappresenta quindi soltanto un primo passo per evitare che la condizione economica diventi motivo di stigma o di esclusione. La vera partita si gioca però durante tutto l’anno, attraverso la presenza costante accanto ai minori e alle famiglie.
L’obiettivo è fare dell’istruzione una concreta leva di crescita personale e di riscatto sociale, soprattutto nei contesti in cui le condizioni di partenza rendono più difficile trasformare il percorso scolastico in una reale opportunità per il futuro.

