Ponte sullo Stretto, Ciucci accelera: “Cantieri entro fine 2026”. Il 2034 resta l’obiettivo per l’apertura

L’ad della Stretto di Messina indica la fine dell’anno come possibile avvio della fase realizzativa. Prima, però, dovranno essere completati i passaggi con Corte dei conti e Cipess. Prescrizioni tecniche, espropri, opere preliminari e costi tra i nodi ancora sul tavolo

Il Ponte sullo Stretto di Messina resta ancora nella fase procedurale, ma secondo Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina, l’avvio concreto dell’opera potrebbe ormai essere vicino. La previsione indicata dal manager è quella di arrivare alla fase realizzativa entro la fine del 2026, sulla base delle attività già completate e di quelle attualmente in corso.

Il cronoprogramma della società prevede quindi circa 7 anni e mezzo di lavori, con il 2034 indicato come primo anno di esercizio del ponte.

Prima dell’apertura effettiva dei cantieri, tuttavia, restano alcuni passaggi istituzionali determinanti.

Corte dei conti e Cipess, i passaggi decisivi

Il primo snodo è rappresentato dalla Corte dei conti. Il controllo dell’organo contabile è necessario affinché la nuova deliberazione del Cipess possa diventare efficace.

Si tratta di un passaggio particolarmente delicato perché la precedente delibera del Cipess, approvata nell’agosto 2025, era stata successivamente fermata dalla Corte dei conti. Da allora la società ha lavorato per rispondere alle osservazioni formulate dai magistrati contabili.

Secondo Ciucci, negli ultimi mesi sono stati portati avanti gli approfondimenti richiesti e sono stati completati diversi adempimenti. Tra questi figura anche l’accordo di programma sottoscritto da Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Ministero dell’Economia, Regioni Sicilia e Calabria, Rfi, Anas e Stretto di Messina.

L’intesa serve a coordinare gli interventi collegati al ponte e a definire responsabilità, impegni finanziari e modalità di realizzazione delle opere stradali e ferroviarie connesse.

Cosa succederà dopo il via libera

L’eventuale esito positivo del controllo non significherà l’immediata realizzazione della grande campata sullo Stretto.

La prima fase sarà infatti caratterizzata dalla progettazione esecutiva e dall’avvio delle cosiddette opere anticipate, cioè gli interventi necessari per preparare il territorio all’apertura dei cantieri.

Si tratta di lavori destinati a rendere più ordinata la fase di costruzione e a ridurre l’impatto sulle comunità interessate. Tra gli interventi previsti figurano piste e viabilità di cantiere, campi base, sistemi autonomi per l’approvvigionamento idrico e interventi sulla rete fognaria.

Sono inoltre previste attività di bonifica degli eventuali ordigni bellici, lo spostamento o la protezione delle interferenze con le reti di acqua, gas, energia elettrica e telecomunicazioni, oltre al monitoraggio ambientale e alle indagini archeologiche e geognostiche.

Nel programma rientrano anche interventi di compensazione ambientale, territoriale e sociale.

Espropri, indennizzi e immobili interessati

Un altro fronte particolarmente delicato riguarda gli espropri, indispensabili per acquisire terreni e immobili interessati dalla realizzazione dell’opera e delle infrastrutture connesse.

La società Stretto di Messina prevede un avvio progressivo delle procedure, collegato alle effettive necessità dei cantieri.

Secondo quanto illustrato da Ciucci, agli interessati sarebbero riconosciuti indennizzi maggiorati del 15% rispetto alla disciplina ordinaria, oltre a un contributo che può arrivare a 40 mila euro per le spese sostenute dagli espropriandi.

Ponte sullo Stretto, pedaggi sotto i 10 euro

Sul piano economico-finanziario, la società segnala anche il parere favorevole dell’Autorità di regolazione dei trasportisul piano economico finanziario dell’opera.

Per gli automobilisti, secondo Ciucci, il costo del passaggio sarà inferiore ai 10 euro a tratta. Per i mezzi pesanti, invece, viene indicata una riduzione di almeno il 25% rispetto ai costi attuali per l’attraversamento.

I pedaggi dovrebbero contribuire alla copertura delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria. La costruzione del ponte, invece, sarebbe finanziata interamente attraverso risorse pubbliche.

Il contratto con Eurolink e l’aumento del costo dell’opera

Resta centrale anche la questione del contratto di costruzione affidato al consorzio Eurolink.

Secondo Ciucci, la Commissione europea avrebbe confermato la possibilità di procedere con l’aggiornamento del corrispettivo del contraente generale attraverso l’applicazione dell’articolo 72 della direttiva europea sugli appalti, senza la necessità di bandire una nuova gara.

Il contratto, originariamente sottoscritto nel 2005, ha visto nel frattempo una forte crescita del valore economico dell’intervento: dai 3,8 miliardi iniziali ai 10,5 miliardi attuali per i lavori.

La società attribuisce l’incremento soprattutto alla crescita dei prezzi delle materie prime e non all’introduzione di nuove opere.

Le prescrizioni tecniche sul Ponte

Un capitolo a parte riguarda le indicazioni del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che ha autorizzato il passaggio alle successive fasi progettuali e operative accompagnando il parere con oltre cento prescrizioni e raccomandazioni.

Le richieste dei tecnici interessano diversi aspetti della progettazione, dalla sismicità dello Stretto al comportamento della struttura sotto l’azione del vento, passando per la sicurezza di cavi e torri.

Particolare attenzione è stata dedicata alle faglie attive, per le quali sono stati richiesti ulteriori approfondimenti geologici. Sul fronte aerodinamico sono emerse inoltre differenze tra alcuni risultati ottenuti nei laboratori impegnati nelle prove sull’impalcato.

Sono state richieste ulteriori verifiche anche sul fenomeno del cosiddetto “galoppo” dei cavi, legato all’azione del vento, e sulla capacità delle torri di resistere a condizioni particolarmente severe.

Sicurezza, incendi e scenari estremi

Le prescrizioni riguardano anche scenari di rischio meno ordinari. Tra quelli considerati figurano incendi, esplosioni di navi, sabotaggi, attentati, attacchi con droni e minacce informatiche.

Un ulteriore elemento sotto osservazione è l’altezza libera sotto l’impalcato. Il progetto prevede una quota minima di 68 metri sopra il livello del mare, mentre alcuni dati relativi al traffico navale nello Stretto mostrano il passaggio di navi con dimensioni superiori a tale limite.

Per Ciucci, tuttavia, le prescrizioni non rappresentano un blocco alla tabella di marcia, ma richieste che potranno essere affrontate nelle successive fasi della progettazione.

Costi e tempi, l’obiettivo resta il 2034

La società Stretto di Messina conferma infine l’obiettivo di mantenere il costo complessivo dell’opera entro i 13,5 miliardi di euro preventivati, escludendo ulteriori incrementi rispetto alla cifra indicata.

Sul fronte temporale, la previsione rimane quella di completare i lavori in circa 7 anni e mezzo e arrivare all’apertura al traffico nel 2034.

Anche il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha sostenuto che le numerose prescrizioni tecniche sono compatibili con la complessità di una grande infrastruttura, richiamando i precedenti della Tav, del Mose e del tunnel ferroviario del Brennero.

Il confronto con altre grandi opere italiane permette di collocare il Ponte in un quadro di investimenti infrastrutturali di dimensioni eccezionali: miliardi di euro sono stati destinati negli anni a grandi collegamenti ferroviari, stradali e opere di ingegneria.

Adesso, però, il passaggio fondamentale resta quello istituzionale. Se il nuovo iter supererà il controllo della Corte dei conti e la delibera del Cipess diventerà efficace, il progetto potrà entrare nella fase operativa indicata dalla società. La partita del Ponte sullo Stretto si avvia così verso uno dei suoi passaggi più attesi: trasformare anni di progettazione e procedure in cantieri effettivamente aperti.

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