Un incontro organizzato per chiarire una questione personale sarebbe rapidamente degenerato in un episodio di violenza ad Adrano, comune della provincia di Catania situato alle pendici sud-occidentali dell’Etna. I fatti risalgono allo scorso 3 agosto e si sarebbero verificati in piazza Armando Diaz, dove un giovane di 21 anni sarebbe stato aggredito al termine di una discussione.
A distanza di alcune settimane, gli accertamenti dei carabinieri della Stazione di Adrano hanno permesso di individuare due persone ritenute coinvolte nell’episodio. Si tratta di un uomo di 39 anni e del figlio di 17 anni, entrambi residenti ad Adrano.
Nei loro confronti è scattata una denuncia per lesioni personali aggravate in concorso. La posizione del minorenne è inoltre al vaglio della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Catania, anche per una seconda ipotesi di reato.
La discussione nata da una vicenda sentimentale
La ricostruzione investigativa parte da un precedente rapporto di natura sentimentale. Secondo quanto emerso dagli accertamenti, il 21enne avrebbe incontrato padre e figlio con l’intenzione di affrontare una questione che riguardava una parente dei due.
Nel corso del confronto, la discussione si sarebbe concentrata anche su alcune conversazioni avvenute tramite chat tra il giovane e la ragazza. Padre e figlio avrebbero chiesto al 21enne di poter visionare quei messaggi.
Il rifiuto del ragazzo avrebbe fatto salire rapidamente la tensione. Dalle parole si sarebbe passati all’aggressione fisica, con il 17enne che avrebbe colpito il giovane alle spalle utilizzando un oggetto da punta e taglio.
Dopo l’episodio, i due presunti aggressori si sarebbero allontanati rapidamente dalla piazza a bordo di un’automobile, facendo perdere inizialmente le proprie tracce.
Il giovane soccorso e trasportato in ospedale
Il 21enne, rimasto ferito, ha successivamente raggiunto il Pronto Soccorso dell’ospedale di Biancavilla, dove è stato sottoposto alle valutazioni e alle cure dei sanitari.
Dopo gli accertamenti medici, il giovane è stato dimesso con una prognosi di 15 giorni.
È proprio dalla struttura sanitaria che sono partiti i primi elementi utili alle indagini. I carabinieri della Compagnia di Paternò hanno raggiunto l’ospedale per raccogliere la testimonianza del ferito e del fratello, acquisendo le informazioni necessarie a ricostruire quanto accaduto poco prima.
Gli elementi raccolti sono stati quindi messi a disposizione dei militari della Stazione di Adrano, che hanno proseguito gli accertamenti sul territorio.
Decisive le immagini delle telecamere
Per ricostruire la sequenza dell’aggressione e individuare le persone coinvolte, gli investigatori hanno esaminato anche i filmati degli impianti di videosorveglianza presenti nell’area.
L’analisi delle immagini avrebbe consentito ai carabinieri di ricostruire alcuni degli spostamenti effettuati dopo l’aggressione e di individuare il veicolo utilizzato per allontanarsi dalla piazza.
Gli accertamenti investigativi, uniti alle informazioni raccolte subito dopo il ferimento, avrebbero quindi portato all’identificazione del 39enne e del figlio minorenne, ritenuti dagli investigatori i presunti responsabili dell’episodio.
Per entrambi è stata trasmessa una denuncia all’autorità giudiziaria per lesioni personali aggravate in concorso.
Per il 17enne anche l’accusa di porto di oggetti atti a offendere
La posizione del ragazzo di 17 anni presenta un ulteriore profilo investigativo. Nei suoi confronti viene contestata anche l’ipotesi di porto ingiustificato di oggetti atti a offendere.
Essendo minorenne, la sua posizione sarà esaminata dalla Procura competente per i minorenni di Catania, sulla base degli elementi raccolti nel corso dell’indagine.
L’inchiesta dovrà ora consentire di definire con precisione tutti gli aspetti della vicenda, dalla discussione iniziale alle modalità con cui sarebbe avvenuta l’aggressione, fino alla successiva fuga.
Indagini concluse, ma resta la presunzione di innocenza
Con l’identificazione dei due presunti responsabili, i carabinieri hanno ricostruito il quadro dell’episodio e trasmesso gli atti alle autorità giudiziarie competenti.
La ricostruzione investigativa dovrà ora essere sottoposta alle valutazioni della magistratura. Le accuse formulate nei confronti dei due denunciati rappresentano ipotesi investigative e non equivalgono a una condanna.
Entrambi, pertanto, devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

